Maglie: la zona industriale ridotta a discarica di rifiuti pericolosi

Invitiamo i cittadini a percorrere questi luoghi. Qui si prova il sentimento della indignazione. È un afrore intenso di illegalità quello che si respira nei luoghi più periferici. Sembra la Campania raccontata da Saviano in Gomorra, e invece è Maglie, e poco lontano si erge il campanile della città

Immagini e foto sono state raccolte in una vasta area, a Ovest della Strada Stradale 16, tra la Copersalento (a Nord) e il Centro Agimi (a Sud) e stanno a testimoniare che la Zona Industriale di Maglie è divenuta, nel tempo, un luogo franco per i colpevoli di reati contro l’ambiente.

maglie zona industriale

Lo dimostrano i fatti. La presenza nel luogo di aziende inquinanti e di rifiuti di ogni genere abbandonati impunemente da ignoti. Invitiamo i cittadini a percorrere questi luoghi. Qui si prova il sentimento della indignazione. È un afrore intenso di illegalità quello che si respira nei luoghi più periferici. Sembra la Campania raccontata da Saviano in Gomorra, e invece è Maglie, e poco lontano si erge il campanile della città. Percorrere le strade nuove, ma dissestate, della Zona industriale, e le antiche strade vicinali dei poderi contigui, è comunque una esperienza. Un pugno allo stomaco. È incredibile che, da anni, comuni cittadini, imprese edili e stradali, riparatori di elettrodomestici, esercizi commerciali, ed altri ancora, vengano a gettare, senza rischio di essere colti in flagrante, rifiuti pericolosi per l’ecosistema e per l’uomo.

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Si possono trovare rifiuti in quantità e di ogni genere. Migliaia di metri cubi di materiali edili, mattoni cemento e asfalto. Fusti di Palma, abbattuti perché infestati dal mortale parassita, il punteruolo rosso, qui gettate illegalmente.

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In questo modo si pensa di risparmiare le centinaia di euro necessarie per il regolare smaltimento eseguito da aziende specializzate. Ma il peso ambientale ed economico si riversa sugli altri cittadini onesti. Documentiamo la presenza di moltissimi rifiuti. materassi, sanitari, pneumatici di automobili, anche bruciati, casalinghi.

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Centinaia sono e resti di elettrodomestici: soprattutto televisori e frigoriferi, dannosi perché rilasciano gas e sostanze nocive per l’ambiente e per l’uomo.

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Al disgusto si aggiunge l’orrore: troviamo numerosi mucchi di ossa di animali. Si tratta di una decina di teschi e tante ossa di bovini.

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La speranza è che non si tratti di carcasse di animali abbattuti a causa di pericolose malattie. In questi luoghi vi sono anche gli allevamenti, piccoli e grandi, che hanno subito il danno della contaminazione da diossina, a causa delle emissioni inquinanti della Copersalento. Troviamo anche amianto, in gran quantità, sotto forma di tettoie di eternit e di tubazioni in cemento/amianto. Spesso è vetusto e sfibrato. E già rilascia le mortali fibre cancerogene nell’aria. Nessuna Istituzione è intervenuta a rimuovere tutto ciò. Gli illeciti documentati non hanno termine. Troviamo anche asfalto, tonnellate di strati superficiali di strade pubbliche, rimossi e gettati qui illegalmente. Certamente ad opera imprese appaltatrici di Enti pubblici. Aziende che hanno lavorato per Enti locali, Comuni o Provincia.

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Sugli strati di asfalto scorgiamo le strisce stradali, che ne testimoniano la provenienza da una strada pubblica. Hanno ricevuto i soldi, previsti nei capitolati di appalto, per smaltire regolarmente, e in modo certificato, questi rifiuti. Ed invece, i materiali di risulta dei lavori stradali sono qui, gettati tra i resti di una amena campagna, ora squallida ed insalubre.

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È da aggiungere che in prossimità di questa area, ben presto, sorgeranno imponenti cantieri pubblici e privati. Infatti, il Comune di Maglie ha bandito una gara per la realizzazione di un ponte cavalcavia che colleghi la Zona Industriale di Maglie ad Ovest della S.S.16 con la parte di Zona Industriale ad Ovest della suddetta strada. Inoltre, la Copersalento ha fatto incetta di lotti di terreno per realizzare una grande centrale fotovoltaica, sempre in prossimità della medesima area.

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Prima di tutto dovranno essere rimosse e smaltite legalmente le migliaia di metri cubi di rifiuti abbandonati in questi luoghi. Inoltre toccherà alla Istituzioni ed ai proprietari dei terreni, impedire che altri rifiuti vengano abbandonati, ed eventualmente, individuare e punire i responsabili, anche pagando i danni sociali provocati dall’inquinamento. I costi dello smaltimento dei rifiuti graveranno, per ora, sui cittadini e sui proprietari dei terreni.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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