Lecce: 'alienazioni necessarie contro il dissesto'

Conferenza di Perrone e Monosi per difendere il piano. Salvemini e Pankiewicz: no al cemento e alla svendita del patrimonio pubblico

Difesa a spada tratta del Piano di alienazione dei beni della città di Lecce che vive una fase di difficoltà finanziarie. E' quanto emerge dalla conferenza stampa svoltasi questa mattina, a Palazzo Carafa, alla presenza del sindaco Paolo Perrone e dell'assessore al Bilancio, Attilio Monosi che insistono: “si tratta di un'operazione a tutto vantaggio della città”. E per rafforzare la loro tesi, affermano che dalla vendita del patrimonio Comune otterrebbe circa 65 milioni di euro dagli immobili fabbricati e circa 18 milioni per il patrimonio immobiliare di terreni. Con riferimento ai terreni, tra le zone considerate idonee all'alienazione, infatti, figurano aree che per l'80% si trovano fuori dal centro cittadino e sono un prolungamento di viale Aldo Moro, come via Cicolella, via Lodi, via Gianmatteo, via Merine. Incasso previsto, ripetiamo, 18 milioni di euro a cui si aggiungerebbero 13 milioni per gli oneri di urbanizzazione per nuove strutture, centri commerciali, residenziali e direzionali. “Per il caso critico di via Cicolella, infine, è previsto un incontro con i residenti della zona”, ribadice Perrone. La zona, nell'assetto urbanistico è considerata area “F12” (quartiere di servizi) “e tale deve restare”, avevano detto i residenti durante un incontro con il sindaco. Proprio in via Cicolella, il Comune, anni fa, avrebbe dovuto costruire una nuova sede per uffici comunali di 14 piani con mille posti auto-moto sottostanti, il cosiddetto “ecomostro”. Le reazioni Pankiewicz (consigliere Centro – Moderato): la città sia uno spazio dedicato ai cittadini e non al cemento Ecomostro di 25mila metri cubi in appena 8.000 metri quadri in via Cicolella (quindi uno stabile di almeno 3/4 piani), speculazione che distrugge la scuola materna per edificare altri 15mila metri cubi in piazza dei Partigiani e tanto, tanto cemento dappertutto. Questo l’illuminato piano del duo Perrone – Monosi per risanare le casse del Comune di Lecce, che loro stessi hanno, in passato, contribuito a dissestare. Sia chiara una cosa: io sono favorevole alla valorizzazione ed alienazione del patrimonio comunale inutile, ma ciò deve avvenire tenendo conto che la città è uno spazio organizzato per la vita dei cittadini, quindi, nel rispetto dei principi di buon governo del territorio, non nel modo dissennato portato avanti dalla maggioranza di Perrone. Poi va detto che il risanamento si fa innanzitutto con la lotta agli sprechi. Ancora stamattina in conferenza dei capigruppo hanno tentato di inserire all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del prossimo dieci dicembre la delibera per prevedere un gettone di presenza di trenta euro per i membri del Consiglio di Amministrazione del carrozzone Istituzione Servizi Sociali e meno male che il presidente Pisanò lo ha impedito, dato che la delibera non è stata ancora approvata in Commissione. L’anno scorso hanno bruciato quasi 500mila euro col pretesto di abbellire sulla circonvallazione i pali della metropolitana e tutti possiamo constatare quanto ora sia affascinanti. Potrei continuare a lungo. Perrone e Monosi abbiano almeno il buon gusto di tacere. Carlo Salvemini (ex consigliere del Pd): Perrone a casa “La mia proposta per evitare il dissesto? E’ nota da dieci anni, da quando denuncio pubblicamente i guasti dei nostri conti pubblici: lavorare per un’alternativa di governo ed evitare che il centrodestra cittadino, responsabile della situazione esistente, continui a fare danni. Falsificando il bilancio comunale; scaricando sulle generazione il peso insostenibile dell’indebitamento prodotto; (s)vendendo il patrimonio pubblico per coprire i buchi; prevedendo nuove inutili lottizzazioni con il solo scopo di incassare oneri di urbanizzazione, autentico salvadanaio cui attingere per rimediare a una gestione della spesa corrente incomprimibile. Fino a quando Perrone & c. continueranno a governare la città, cosa che fanno dal 1998, il rischio del dissesto rimane concretissimo, purtroppo. La soluzione è semplice: superare quanto prima questa esperienza politica amministrativa per evitare guai ulteriori. Spetterà ai leccesi renderla possibile”. 2 dicembre 2010 – 'Vogliono seppelire Lecce sotto colate di cemento' “Sappiano i leccesi che l’amministrazione Perrone, ignorando che la città è uno spazio organizzato per la vita dei cittadini, ignorando che Lecce è carentissima di spazi verdi e di servizi sociali, ignorando qualunque principio di buon governo del territorio, col pretesto di dover risanare il bilancio, quindi solo per un pugno di euro, a carro armato, ha deliberato nel Consiglio Comunale di modificare la destinazione d’uso di numerosissime aree, rendendole edificabili e creando, così, le premesse per seppellirle sotto una colata di cemento”. Questa la denuncia del consigliere comunale del Centro Moderato, Wojtek Pankiewicz. In realtà, il Piano di alienazioni dei beni (edifici e terreni) non è ciò che sembra. Più che di vendita bisognerebbe, infatti, parlare di valorizzazione del patrimonio comunale per l'attribuzione dell giusto valore ai gioielli di famiglia. Così l'assessore al Bilancio Attilio Monosi. Sarà, ma lo scopo, in ogni caso, non cambia. “Il nostro obiettivo – conferma Monosi nella sua relazione – è incassare 5 milioni nel 2011 e 4,2 nel 2012 per coprire il disavanzo di bilancio di 10,8 milioni. È la nostra unica ancora di salvataggio a fronte di seri problemi di cassa”. Ma Pankiewicz non ci sta e sottolinea come siano “particolarmente scandalosi i casi di piazza dei Partigiani e di via Cicolella” con ampliamento della Piazza e realizzazione di una nuova sede scolastica il più vicino possibile a quello attuale “e senza soluzioni transitorie” e, ancora, che la vendita sia condizionata alla cessione al Comune, da parte dell’acquirente, di cento posti auto. “Ora – continua il consigliere – stanno cercando di prendere in giro i residenti, incontrandoli e dicendo che concorderanno con loro il da fare. E’ una presa in giro : 1) perché questa concertazione avrebbero dovuto farla prima del Consiglio e non dopo. 2) Perché stanno conferendo la gestione dei beni a una società privata e sarà questa a deciderne il destino”. Alle proteste di Pankiewicz, si aggiungono quelle di Antonio Rotundo del Pd che ha invitato la giunta a stralciare le parti del Piano che gridano vendetta, con riferimenti chiari a via Cicolella e piazza dei Partigiani. Il consigliere ha chiesto che la scuola rimanga una scuola e che gli 11mila metri quadrati di via Ciccolella rimangano quello che sono. “Al di là delle polemiche di Rotundo – afferma il sindaco Paolo Perrone – vi è da ricordare che quell’area era stata indicata dall’amministrazione Poli come sede di un immobile di 53 piani da adibire a uffici comunali (il cosiddetto “ecomostro”). Grazie a questa amministrazione, con il percorso iniziato con la delibera di ieri, quell’intervento non si farà e anche con il contributo dei privati si realizzeranno servizi di quartiere, il mercatino, l’asilo, servizi sanitari, parcheggi e aree a verde, alla cui definizione parteciperanno i cittadini grazie all’assemblea pubblica”. Non l emanda a dire neanche Francesa Mariano, di Io Sud, che parla di una volontà della Giunta di “svendere il patrimonio pubblico per portare il Comune al dissesto e regalare i bocconi più ghiotti a qualche c omitato di affari”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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