Heliantos1: il Tar di Bari ‘sospende’ il ‘no’ della Regione

L’impianto a biomasse a oli vegetali a Lecce sembrava archiviato. L'ordinanza del Tar di Bari rimette in gioco il progetto di Italgest

Sembrava una questione chiusa e invece l'ordinanza pronunciata oggi dal Tar di Bari rimette in gioco il progetto di Italgest energia spa per la costruzione a Lecce di una centrale a biomasse alimentata da oli vegetali grezzi provenienti da paesi del terzo mondo. Difesa dall’avvocato Saverio Sticchi Damiani, la società di Paride De Masi ha presentato un documento, un vero e proprio ‘accordo quadro’ sottoscritto da Coldiretti e oltre 100 contratti di fornitura diretta con altrettanti agricoltori, che dimostrerebbero la sostenibilità della ‘filiera corta’ dell’impianto, ossia la provenienza del 40% degli olii vegetali impiegati, da un raggio non superiore a 70 Km. Il Tar di Bari ha dunque ritenuto di concedere la ‘sospensiva’ chiesta dagli avvocati della Italgest energia. Significa che sono sospesi gli effetti della determina del 10 agosto, in cui si dava parere negativo all’impianto, chiudendo l’iter della conferenza dei servizi volta all’ottenimento dell’Autorizzazione unica, cioè l’ok per la realizzazione della centrale elettrica. Adesso c’è da vedere se la Regione, come è probabile, farà ricorso al Consiglio di Stato e se l’iter della conferenza dei servizi riprenderà la sua corsa. Il comunicato dell’azienda Il Tar Bari con ordinanza pubblicata il 02.12.2010 ha sospeso il provvedimento della Regione Puglia che aveva chiuso negativamente la conferenza di servizi sulla centrale, denominata Heliantos 1, per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile alimentata da biomasse, da realizzare nel Comune di Lecce. Lo scorso 10 di agosto lo conferenza di servizi convocata a Bari si era chiusa con un provvedimento di bocciatura, motivata sulla base del fatto che la società Italgest Energia SpA non aveva adeguatamente e tempestivamente dimostrato la sostenibilità dell’alimentazione dell’impianto con biomasse provenienti da filiera corta (da reperirsi cioè entro il raggio di 70 Km) per almeno il 40% del fabbisogno di combustibile. Nell’udienza tenutasi il 1 dicembre dinanzi al Tar Bari (Presidente e relatore Doris Durante) erano presenti l’Avv. Triggiani per la Regione Puglia, l’Avv. Laura Astuto per il Comune di Lecce e il Prof. Saverio Sticchi Damiani per la società Italgest Energia SpA. I fatti possono sinteticamente sintetizzarsi in questo modo: con l’entrata in vigore della legge regionale 31 del 2008 si è introdotto il divieto di realizzare in zona agricola impianti alimentati da biomasse, salvo che non si tratti di centrali in grado di reperire stabilmente le biomasse, per almeno il 40% del fabbisogno, entro un raggio di 70 chilometri dall’impianto (cd: filiera corta). Italgest Energia SpA, con riferimento all’impianto da realizzare nel Comune di Lecce; ha dimostrato alla Regione Puglia di essere in grado di garantire la “filiera corta” depositando un accordo quadro siglato con Coldiretti. Nella successiva seduta della Conferenza di servizi, tenutasi il 1 luglio 2010, la Regione ha ritenuto non adeguatamente probante l’accordo quadro siglato con col diretti ed ha assegnato ad Italgest un nuovo termine (20 luglio) entro cui dimostrare la filiera corta. Nel silenzio della norma che non specifica attraverso quali documenti vada comprovata la “filiera corta” Italgest ha stipulato oltre 100 contratti di fornitura di biomasse oleose con i coltivatori ubicati nel suddetto raggio di 70 km. La maggior parte dei contratti sono stati depositati in Regione entro il 20 luglio, per la restante parte Italgest ha chiesto una breve proroga dovuta alla difficoltà di provvedere ad un onere probatorio così gravoso. Nello stesso giorno, il 10 di agosto 2010, in cui la società ha depositato i contratti mancanti (per una fornitura totale superiore alle 15.000 tonnellate, ben maggiore del 40% prescritto dalla norma sulla filiera corta), la Regione ha ritenuto di non dover concedere la proroga e quindi di non dover nemmeno analizzare la documentazione integrativa presentata e quindi di poter procedere alla chiusura della conferenza di servizi con provvedimento negativo. Il Tar Bari con ordinanza n.891/2010 ha accolto le tesi del Prof. Saverio Sticchi Damiani ed ha sospeso il provvedimento di conclusione negativa della conferenza di servizi spiegando che “il procedimento è stato concluso malgrado la ricorrente avesse chiesto un termine per produrre la documentazione richiesta dall’amministrazione, effettivamente prodotta il giorno successivo l’adozione della determina impugnata. Considerato che non sussistevano ragioni o termini perentori che imponevano all’amministrazione di concludere il procedimento senza valutare la documentazione che era stata richiesta.” Inoltre lo stesso giudice ha disposto alla Regione “l’obbligo di valutare la documentazione prodotta da Italgest nonché ogni altro elemento che possa essere utile ai fini di una ponderata valutazione della fattispecie”. 27 agosto 2010 – La Regione dice no al progetto Heliantos 1 La Regione dice no al progetto Heliantos 1, il progetto di centrale a biomasse che il gruppo Italgest Energia Spa vorrebbe realizzare tra Lecce e Villa Convento. Con una determina che risale al 12 agostro, l'ufficio “Servizio Energia, Reti e Infrastrutture materiali per lo Sviluppo della Regione Puglia” hanno negato l’autorizzazione unica necessaria per l’avvio dell’opera. Varie le ragioni: l’incapacità del soggetto proponente di produrre la documentazione atta a dimostrare che la centrale sarebbe stata alimentata da biomasse proveniente almeno per il 40% dalla filiera corta, cioè ottenute in un raggio di 70 km dall’impianto, secondo quanto previsto dalla legge regionale 31 del 2008. Nel documento si fa anche riferimento alle rilevazioni proposte dal Comune di Lecce, come “la mancata dimostrazione dell’effettiva e reale disponibilità di suoli usufruibili nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, nè della necessità di effettuare una turnazione nelle colture oleaginose dei terreni che Italgest prevede di utilizzare”. Insomma, l’istanza relativa all’impianto a biomasse da oli vegetali, a meno di ricorsi ai tribunali, è archiviata. 22 giugno 2010 – I Boc passano; Heliantos 1 no C’erano due maxi-temi, stamattina, in discussione in Consiglio comunale a Lecce: l’approvazione del nuovo piano di ammortamento dei Boc e la delega al sindaco Paolo Perrone per la partecipazione alla conferenza dei servizi per il “no” alla realizzazione della centrale a biomasse “Heliantos 1” (titolare del progetto Italgest energia) nel territorio comunale leccese. Il primo punto all’ordine del giorno è stato approvato con 34 voti a favore ed un astenuto. Ma non è stato così semplice raggiungere la quasi unanimità. “Votiamo favorevolmente un atto che si è reso obbligatorio perché il precedente contratto stava strangolando il bilancio comunale, spingendo verso il dissesto. Questo però non vuol dire che siamo disposti a stendere un velo pietoso sul passato”, ha dichiarato Antonio Rotundo, in rappresentanza del centrosinistra. Destra e sinistra d’accordo anche sul secondo punto all’ordine del giorno. Con 24 voti favorevoli, quattro contrari ed un astenuto, il Consiglo ha dato mandato al primo cittadino per rappresentare in sede di conferenza dei servizi il “no” della città di Lecce al progetto della centrale.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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