Crollo della casa del moralista: un segno dei tempi

Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro: Questo Governo vuol fare a meno della cultura

“Non ce l’ha fatta neanche “il moralista” a reggere. Il nuovo crollo a Pompei è un segno dei tempi che stiamo vivendo. Probabilmente per il Governo Berlusconi il patrimonio artistico ed archeologico del nostro Paese è qualcosa di cui si può fare a meno, tanto da non rendersi conto del suo valore e di quello che rappresenta per la nostra storia e la nostra identità nazionale”. Lo ha detto il Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, commentando la notizia del crollo a Pompei di un muro della Casa del Moralista. “Un vera vergogna per il nostro Paese – ha sottolineato il capogruppo Udc – Ci chiediamo cosa ha fatto il ministro Bondi in questo mese, dopo il crollo della Domus del Gladiatore, per mettere in sicurezza l’area archeologica di Pompei e scongiurare nuovi disastri. Ma d’altronde ci rendiamo conto che nella concezione di un Governo che considera lo Stato un’azienda da gestire, la “cultura” è una spesa da tagliare, in quanto come ammette candidamente lo stesso ministro Tremonti “di cultura non si vive”. Così, meglio lasciarla morire, allo stesso modo in cui si tenta di fare con la scuola e l’Università. Probabilmente, fosse per questo Governo, lascerebbe in vita solo il Ministero dell’Economia, sottovalutando come quel patrimonio artistico, architettonico ed archeologico del nostro Paese, possa rappresentare un forte attrattore economico soprattutto per le Regioni del Sud come la Puglia e la Campania per le quali il turismo è spesso la prima risorsa del territorio”. “Ci chiediamo se il Governo Berlusconi, presentando il Piano per il Sud, non faccia il gioco delle tre carte – ha concluso Salvatore Negro – Quei 100 miliardi non sono stati vinti al Superenalotto, ma sono soldi che il Governo aveva già a disposizione e che avrebbe potuto ben impiegare in precedenza per salvaguardare il patrimonio artistico ed archeologico della Campania così come quello della Puglia e più in generale del Mezzogiorno d’Italia”.

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