La Poli Bortone boccia il Piano per il Sud

La senatrice (Io Sud) affonda il documento e spiega in 5 punti i motivi. “Se è così come lo leggiamo sui giornali – dice – è un’offesa all’intelligenza dei meridionali”

Alla senatrice Adriana Poli Bortone di Io Sud, il “Piano per il Sud”, presentato pochi giorni fa dal Ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, e approvato all'unanimità dal Governo, proprio non piace. I dubbi ruotano attorno alle risorse che dovrebbero finanziare tutto il Piano. “Se è così come lo leggiamo sui giornali – dice la Poli – è un’offesa all’intelligenza dei meridionali”. Poi spiega, in un lungo elenco, i “perchè”. 1°. Perchè, come dice Tremonti, è solo una proposta inviata a Bruxelles e sulla quale si inizierà a parlare con la Commissione europea in un negoziato, a suo dire, “né breve né facile”. C’è da chiedersi, quindi, perché l’Italia lo inizi a soli tre anni dalla fine della Programmazione Comunitaria 2007-2013. Non sarà perché il Governo italiano potrà in questo modo scaricare la colpa sulla Commissione europea, nel caso in cui questa risponda picche all’approvazione del Piano per il Sud? 2°. Perché bisognerà capire se l’invenzione dei “Contratti Istituzionali di Sviluppo” che soppianteranno i Par (Piani agricoli regionali), equivale a dire che le Regioni, che hanno stentato a farsi finanziare gli stessi Par, dovranno ricominciare punto e daccapo il lungo e faticoso iter di approvazione e finanziamento. 3°. Perché è singolare che nella Legge di Stabilità (Finanziaria) in discussione in Senato e che sappiamo dovrà essere approvata, per ordini superiori, senza nessun emendamento, non vi è neanche la velata traccia di questo fantomatico “Piano per il Sud”. 4°. Perchè è quantomeno singolare che si faccia una manovra finanaziaria, lacrime e sangue per gli italiani, con tagli orizzontali e quindi non selettivi in tutti i ministeri, che non si riesca a trovare qualche miliardo per coprire le esigenze dell’Università e che dal cilindro vengano, fuori, all’improvviso, 100 miliardi per il Sud. 5°. A prova di tutto ciò, non è sintomatico il silenzio – assenso della Lega che inorridisce al solo pensiero di poter ricevere qualche tonnellata di rifiuti dalla Campania nella sua Padania e poi accetta addirittura che 100 miliardi, pari 3 0 4 finanziarie, siano destinati solo al Sud? “Non mi pare – conclude la Poli – che il 4 maggio 2009, nel corso del convegno 'Sud 2007-2013, ultima occasione', tenutosi al Teatro Massimo di Palermo, l’allora Ministro dello Sviluppo Econoomico, Claudio Scajola avesse già firmato il “Contratto per il Sud”, un documento – si diceva – con gli impegni che il Governo avrebbe dovuto mantenere nel corso della legislatura a favore del Mezzogiorno”. 26 novembre 2010 – Piano per il Sud. La soddisfazione di Fitto La costituzione di una Banca di sviluppo regionale dedicata al Mezzogiorno, la riforma degli incentivi per le imprese che investono al Sud, 12,5 miliardi di euro per l'Università e la Ricerca e un programma dedicato alla costruzione dei nuovi edifici scolastici e alla manutenzione di quelli esistenti. Sono queste alcune delle priorità della bozza del Piano nazionale per il Sud che il Governo ha illustrato oggi alle parti sociali e alle Regioni e che domani mattina approderà all'esame del Consiglio dei Ministri. Infrastrutture – Per questo settore è previsto un potenziamento del trasporto ferroviario sulle tratte Napoli – Bari – Lecce – Taranto, su quella Salerno – Reggio Calabria e sulla Catania – Palermo. Nell'ambito del trasporto stradale la bozza del Piano prevede che le opere sono quelle ricomprese tra le priorita' strategiche indicate nell'allegato Infrastrutture alla Decisione di finanza pubblica. Scuola – Il piano punta alla costruzione di nuovi edifici scolastici “al fine di favorire la sostituzione delle sedi scolastiche inadeguate condotte in locazione passiva verso soggetti privati”. Il supporto alla realizzazione degli interventi sarà assicurato da una o più società in house alla pubblica amministrazione centrale. Queste società assumono, tra l'altro, la qualifica di stazione appaltante. Università – Il piano punta ad accrescere “l'efficacia dell'impiego delle risorse destinate al settore”. I fondi stanziati per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione nell'ambito della politica di coesione 2007-2013 per le sole regioni dell'obiettivo convergenza ammontano complessivamente a 12,5 miliardi di euro. Sicurezza e Giustizia – Il piano prevede una serie di misure che vanno dal rafforzamento degli interventi per la sicurezza degli appalti pubblici all'attuazione di un piano straordinario di lotta al lavoro sommerso. Viene inoltre prevista un'azione di potenziamento della filiera della legalità e si punta ad un aumento della qualità dell'offerta del servizio giustizia attraverso l'attivazione di meccanismi incentivanti il miglioramento della performance. Incentivi – Automaticità, semplificazione e concentrazione sono le parole chiave che delineano la riforma degli incentivi per le imprese nel Mezzogiorno. L'obiettivo del piano “è di attivare un sistema degli incentivi che favorisca la crescita dimensionale delle imprese meridionali”. Banca del Mezzogiorno – La Banca del Mezzogiorno opererà come istituzione finanziaria di secondo livello, attraverso una rete di banche sul territorio che diverranno socie utilizzando la rete degli sportelli di Poste italiane. Le tre missioni principali di questo progetto sono quelle di sviluppare il credito a medio-lungo termine per favorire la nascita e l'espansione di piccole e medie imprese; essere banca di garanzia, per facilitare l'accesso al credito tramite gli sportelli della rete aderente alla banca; essere un primario operatore nell'ambito della gestione di strumenti di agevolazione, a carattere sia nazionale che sovranazionale, anche offrendo consulenza e assistenza alle piccole e medie imprese per l'utilizzo degli strumenti stessi. Jeremie – Il piano per il Sud passa per la nascita di un grande fondo Jeremie Mezzogiorno “Joint European Resources for Micro to Medium Enterprises'' che utilizzi i fondi strutturali europei. Si prevede che il fondo non operi con la logica del fondo perduto ma come fondo rotativo per sostenere il credito agevolato, il capitale di rischio, le garanzie.

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