Filobus: le responsabilità politiche secondo Salvemini

“Doveva entrare in funzione 21 mesi fa, ma ciò non è accaduto per inerzie amministrative. E i ritardi nel settore mobilità sono tanti”. Gli risponde l'assessore del Comune al ramo: “la fantasia di Salvemini corre più del dovuto”

Per l'ex consigliere comunale del Pd, Carlo Salvemini, c'è una aspetto che definisce “paradossale” nella “crociata” del sindaco di Lecce, Paolo Perrone, sulla vicenda Sirti. E lo mette in evidenza, ricordando, innanzitutto, che il braccio di ferro con l'azienda nasce dai ritardi nella consegna del filobus, prevista contrattualmente il 9 giugno 2007 e avvenuta, a seguito di proroghe (3 da parte dell'attuale amministrazione), il 12 marzo 2009. Cioè 21 mesi dopo. “Non entro nel merito del contenzioso in essere che si riassume cosi: l'azienda chiede il saldo dovuto per i lavori eseguiti, pari a circa 6 milioni di euro, la cui legittimità è confermata da parere espresso dal dirigente del settore Mobilità e da ripetute dichiarazioni dell'assessore Giuseppe Ripa; il Comune oggi non solo contesta quella richiesta di pagamento ma pretende, con atto di citazione, il risarcimento di circa 5 milioni da parte dell'azienda quale penale per i 21 mesi di ritardo nella consegna dell'opera. Come dire: dei 23 miloni di euro complessivi previsti per il filobus il Comune immagina alla fine di doverne pagare solo 12. Giunti a questo punto saranno i giudici a stabilire le eventuali responsabilità e cioè chi è creditore di chi. Ma c'è un ritardo nella partenza del filobus del quale non si parla, ma che è altrettanto clamoroso: mi riferisco a quello che si sta accumulando dalla data di consegna del filobus da parte dell'azienda (avvenuto, come appena ricordato il 12 marzo 2009) ad oggi. Praticamente altri 21 mesi, totalmente attribuibili, per Salvemini “a inerzie e insufficienze dell'amministrazione comunale rispetto alla formazione del personale, alla nomina del direttore di esercizio, al contratto di gestione. Se esistesse il tribunale del buon governo, il Sindaco verrebbe anch'egli chiamato a un doveroso risarcimento”. Ma non è tutto, perchè, i ritardi riferibili al settore della mobilità urbana sono tanti per Salvemini che precisa: 1.”mi riferisco a quello che si sta accumulando rispetto al Piano Generale del Traffico che ai sensi dell'art. 36 del Codice della Strada è scaduto dal 2004 e non è stato ancora rinnovato. Oltre 6 anni di colpevole inerzia nella realizzazione di uno strumento fondamentale nella programmazione del settore; 2. mi riferisco a quello che si sta accumulando rispetto all'uso dei mezzi pubblici in città: nonostante proclami, slogan conferenze stampa, tagli di nastro, promesse e bla bla bla il numero di passeggeri trasportati annualmente per abitante sui mezzi pubblici è rimasto invariato dal 2004 ad oggi: soltanto 18, uno dei peggiori tra le città di medie dimensioni in Italia (dati Legambiente). Se da una parte si invoca il silenzio della minoranza sulla trattativa con la Sirti e sobrietà da parte degli organi di informazione, dall'altra si pretende di parlare di questi clamorosi ritardi politici. Ma di fronte all'assunzione delle proprie responsabilità il Sindaco come è noto preferisce tacere o gridare al complotto”. La risposta di Giuseppe Ripa, assessore ai Trasporti del Comune A seguito delle dichiarazioni dell’ex consigliere comunale Carlo Salvemini che riguardano l’iter dei lavori per la realizzazione della metropolitana di superficie si rende opportuna una presa di posizione chiarificatrice dell’assessore alla Mobilità e ai Trasporti Giuseppe Ripa. “Come sempre – spiega – la fantasia di Carlo Salvemini corre più del dovuto. Contrariamente a quello che sostiene, mi preme sottolineare con forza che io non ho autorizzato in nessuna sede alcun tipo di proroga ai lavori per la realizzazione del filobus, peraltro come più volte ho affermato. Ho solo dedotto, a titolo esclusivamente personale, che probabilmente il dirigente Sergio Aversa abbia firmato quelle proroghe in buona fede per accelerare il percorso per la realizzazione del filobus, considerato che senza quelle firme i lavori sarebbero rimasti bloccati per sempre. Tale considerazione da parte mia – conclude l’assessore Ripa – ferma restando, ovviamente, la giusta verifica nelle sedi opportune di eventuali danni arrecati al Comune di Lecce”. In merito alle stesse affermazioni di Salvemini, il sindaco Paolo Perrone, come annunciato ieri in conferenza stampa, ritiene di non dover fare alcuna ulteriore dichiarazione su questo argomento e di non dover replicare a nessun esponente dell’opposizione, in modo da evitare che la polemica politica possa interferire con il corso della trattativa. 24 settembre 2010 – Filobus, Perrone: ecco la lettera di Sirti Sono passati oltre tre anni dall'11 maggio 2007, lontano giorno durante il quale, l’allora vicesindaco Paolo Perrone (che stava per diventare primo cittadino) fece un giro in filobus per le vie di Lecce. Poi più a. Il filobus è in “stand by” e non c'è verso di farlo partire. I fili che racchiudono la città in una gigante ragnatela e segnano il percorso del potenziale mezzo di trasporto pubblico, sono ormai luogo “di bivacco per gli uccelli”, come sottolinea il Codacons di Lecce. Lo scontro politico sull'argomento è sempre acceso, ma l'ultima scintilla riguarda una lettera con la quale la Sirti, azienda capofila del consorzio temporaneo di imprese incaricate della realizzazione e gestione del filobus, ha anato l’incontro previsto a Roma con Perrone, per trattative di conciliazione, a causa, secondo il sindaco, delle dichiarazioni di Antonio Rotundo. Ma a cosa si riferisce Perrone? E cosa avrebbe detto Rotundo? Il consigliere del Pd a Palazzo Carafa aveva, pochi giorni prima, chiesto al sindaco un confronto televisivo, proprio sul filobus. Ma Perrone aveva risposto che considerava il dibattito quanto meno fuori luogo in una fase di trattative ancora in corso tra il Comune e la Sirti, su cui era necessario non interferire. Rotundo, in poche parole, aveva chiesto al sindaco di parlare chiaro ai leccesi che hanno contribuito profumatamente a finanziare l'opera. Perrone, per risposta, ha definito Rotundo un sabotatore degli interessi della città rispetto a grandi questioni. “Per il filobus – dice Perrone – opera che è costata più di 23 milioni di euro, si sta cercando disperatamente di far riconoscere le ragioni del Comune, viste le numerose inadempienze da parte della ditta realizzatrice” (…) “Situazioni di questo tipo, che abbiamo ereditato – aggiunge il sindaco -, imporrebbero oggi logicamente di fare fronte comune nell’esclusivo interesse collettivo, senza zavorre politiche di sorta. L’anomalia sta nel fatto che hai deciso di schierarti nettamente contro l’amministrazione comunale su queste questioni di fondamentale importanza per il futuro e quindi di porti contro la città”. “Se le cose stanno così – ha detto la deputata Teresa Bellanova – allora si renda pubblica la lettera, altrimenti saremo costretti a investire il Prefetto della vicenda, proprio in nome di quell'interesse della collettività che Perrone afferma di voler tutelare”. “Oggi – continua la parlamentare del Pd – il sindaco continua a non dire a sui motivi per cui il filobus non parte, ma continua invece a scaricare responsabilità a destra e a manca. L’opposizione, la stampa, i dirigenti comunali. Sono tutti lì a complottare contro di lui e contro la cittadinanza. Ora basta. Il sindaco si assuma le proprie responsabilità proprio nei confronti di quella cittadinanza che dice di voler tutelare. Spieghi ai leccesi perché quel servizio pagato 23 milioni di euro, a differenza di altre città d’Italia che lo hanno realizzato a costo zero, ancora non parta. Spieghi alla cittadinanza, attraverso il Consiglio comunale, quali sarebbero i termini di quelle che lui chiama 'trattative' con il consorzio di imprese realizzatrici dell’opera, ma che quest’ultime invece chiamano 'contenziosi' presso i tribunali competenti. Poche chiacchiere, perché i contenziosi legali non si risolvono in base alle dichiarazioni di stampa, ma in base ad atti ufficiali e normative che li regolano. Se invece esistono tentativi di mediazione extragiudiziale, che questi vengano svelati chiaramente, perché la gestione della cosa pubblica non è una questione privata del Sindaco. Se è vero, come affermato dal Sindaco in conferenza stampa, che la Sirti, azienda capofila del consorzio, avrebbe anato con una lettera l’incontro previsto nell’ambito di questa presunta trattativa, a causa delle dichiarazioni di Antonio Rotundo, allora si renda pubblica questa lettera, altrimenti saremo costretti ad investire il Prefetto della vicenda, proprio in nome di quel interesse della collettività che Perrone afferma di voler tutelare. Noi saremmo prontissimi a metterci al fianco di Perrone nella difesa degli interessi della Città, ma questi deve prima di tutto dimostrare di averlo fatto sul serio fin’ora, sia da Vicesindaco prima che da Sindaco dopo, e poi mettere al corrente i cittadini stessi su quale sia la situazione reale della vicenda. Quella realtà della quale, ad oggi, né noi, né il Consiglio comunale, né soprattutto la cittadinanza è a conoscenza, ma solo ed esclusivamente lui”. Rotundo, intanto, attraverso un protocollo comunale è riuscito a ottenere la nota “lettera riservata” di Sirti inviata al sindaco e il primo cittadino si è, a sua volta, raccomandato al capo della minoranza a Palazzo Carafa di non divulgare il contenuto della missiva. Il Pd, per “deontologia politica”, ha deciso di assecondare la richiesta del sindaco, ma ha invitato lo stesso a chiedere scusa in quanto “le affermazioni fatte da Perrone, con relative prime pagine sulla stampa, sono false. Se così non sarà, – continua Rotundo – mi vedrò costretto a rendere nota la lettera di Sirti”. Ma, in questo proposito, il consigliere comunale del Pd, è anticipato dal sindaco che ieri pomeriggio, in una conferenza stampa a Palazzo Carafa, ha rivelato il contenuto della lettera, con la quale il consorzio rinunciava all’incontro del 16 novembre. Come si sa, Perrone ritiene Rotundo responsabile dell'anamento dell'incontro, in riferimento alle dichiarazioni del consigliere del Pd sulla volontà dell'amministrazione comunale di assecondare le quattro proroghe alla realizzazione dell’infrastruttura, delle quali tre siglate dal governo cittadino di Perrone. Rispetto alle proroghe concesse, invece, l’amministrazione imputa le conseguenze a Sergio Aversa, dirigente di settore. Ma c'è di più: nella lettera si legge che Sirti e le altre imprese anano l'appuntamento del 16 novembre “alla luce dell'atto di citazione, notificato venerdì 12″ (la chiamata in giudizio per risarcimento che il Comune di Lecce ha fatto al consorzio). L'avvocato Guadalupi (difensore del Comune di Lecce) afferma che “Sirti e gli altri erano a conoscenza della citazione poiché era stata notificata quasi 4 mesi prima” e, dunque, tale motivazione non risulterebbe fondamentale alla luce dell'appuntamento anato. La responsabilità di Rotundo non è quindi esplicitata nella missiva, ma Perrone non chiede scusa e anzi contrattacca evocando sante alleanze e coalizioni fra Sirti, Pd e Adriana Poli Bortone in previsione delle prossime elezioni. La palla passa ora a Rotundo.

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