Gallipoli. Ancora dimissioni nel Pd

Nuove defezioni dall'assemblea provinciale e dal direttivo locale di Paolo Barba, Rita Ivagnes e Laura De Vita contrari all'appoggio al Venneri ter

“Ci dimettiamo da ogni incarico nel partito” scrivono Paolo Barba, Rita Ivagnes e Laura De Vita. “Non ci identifichiamo con l’attuale conduzione del circolo di Gallipoli. Il segretario locale, chiamato a fare da collante fra le diverse componenti, si è rivelato un mero esecutore della volontà di chi, forte della tutela di un paio di parlamentari e dei vertici provinciali, ha rappresentato, a modo suo, raramente con documenti ufficiali, più spesso nel corso di passeggiate su Corso Roma o nell’anonimato di un forum su internet, la storia recente del Pd gallipolino. Noi, persone libere, condizionabili solo dalla nostra Idea, dalla nostra Intelligenza e dalla nostra Dignità non accettiamo che ogni nostra valutazione diventi oggetto di spicciola dietrologia. Avere nella vita e in politica amici da rispettare e stimare, dono che evidentemente altri non hanno, non scalfisce la nostra indipendenza cerebrale e non significa dover dar conto a nessuno, dentro e fuori il Partito. E’ ignobile infamare gli altri facendo del pettegolezzo la propria arma. Strana la vita: si passa mesi a criticare l’inserimento nella lista alle comunali del 2008 di chi ha poi lasciato il partito e ora, d’incanto, è normale averlo come compagno di maggioranza; si lanciano strali contro l’alleanza con l’Udc al ballottaggio, ed oggi, per magia, si sta tranquillamente insieme. Sia chiaro, noi saremo sempre favorevoli allo sviluppo di nuovi scenari politici, figli di un inevitabile evoluzione, ma crediamo che cambiamenti e novità debbano essere sottoposti al vaglio dell’elettorato e mai imposti. Non accettiamo che i cittadini gallipolini siano considerati incapaci di scegliersi validi amministratori. Se nelle ultime tornate elettorali hanno prevalso logiche sbagliate la colpa è principalmente di chi non ha saputo dare i giusti messaggi alla parte sana della popolazione, che è la stra-grande maggioranza. Nei recenti direttivi del nostro partito si sosteneva 'né con Venneri né con Barba' opponendosi però, e si capisce ora il perché, a concrete attività pubbliche che potessero facilitare la fine di una Giunta di centrodestra ormai dilaniata. Non possiamo essere dirigenti di un circolo che non considera necessario il contraddittorio e quando questo c’è ne confuta gli esiti nelle comunicazioni all’esterno. Coerenti con le nostre idee non neghiamo che l’entrata in Giunta dell’Udc, rappresentato da persona stimata come Francesco Errico, dia alla stessa quella valenza politica da noi richiesta, ma ci stupiamo per la velocità con cui abbiano cambiato idea coloro i quali, fino a pochi giorni fa, manifestavano la propria contrarietà ad accordi con l’Udc, lasciandosi andare alle solite inopportune valutazioni 'ad personam'. Fino a ieri per qualcuno era naturale considerare amici solo chi li aveva aiutati nelle primarie dell’autunno 2009, quando, qualche dirigente locale, nonostante fosse andato a chiedere ausilio a tanti, di fronte ad una figuraccia clamorosa, non ha trovato di meglio che accusare gli altri di ogni nefandezza possibile. Non serve ricoprire incarichi nel partito per credere nei valori fondanti del Pd e per dimostrare attaccamento ad una città che amiamo e della quale rimaniamo a disposizione, come ha detto recentemente qualcuno, 'liberi da condizionamenti e forti delle proprie idee'”.

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