Regione Puglia: certificati i crediti alle aziende fonitrici

Per il ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, è prevista la certificazione per forniture, servizi e appalti

“Il mondo finanziario fa squadra con quello delle imprese e del lavoro e la Puglia si conferma 'laboratorio di soluzioni contro la crisi'. E' la prima regione a muoversi per affrontare il blocco dei crediti vantati dalle imprese nei confronti dell'amministrazione regionale, congelati per effetto del superamento del patto di stabilità interno”. E' quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio Regionale della Puglia, Onofrio Introna, intervenuto alla firma in Aula consiliare del protocollo per la certificazione dei crediti. Si tratta di un protocollo d'intesa (un partenariato sociale ed economico) con gli Istituti di credito che garantirà liquidità alla imprese creditrici della Regione Puglia. Prevista la certificazione del credito per forniture, servizi e appalti, che potrà essere ceduto dagli aventi diritto a istituti e soggetti finanziari autorizzati. Ammonta a oltre tre miliardi e mezzo di euro la disponibilità delle casse della Regione che non possono essere erogati alle imprese che hanno eseguito lavori per l'ente a causa dei vincoli del Patto di Stabilità. “Le imprese che occupano migliaia di lavoratori hanno fatto notevoli sacrifici e d era necessario che la Regione si muovesse di fronte ai pericoli della chiusura. Non ci potevamo rassegnare a questo stato di cose. Nell'attesa che il Governo centrale si svegli, ci siamo organizzati per bloccare l'effetto domino della spirale dei debiti e abbiamo inventato questa modalità per opporci alla crisi, costruendo gli strumenti tecnici e amministrativi. Siamo i primi in Italia”. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, lo ha dichiarato, durante una conferenza stampa, dopo la firma del protocollo d'intesa con gli istituti di credito per garantire la liquidità alla imprese creditrici della Regione Puglia attraverso la certificazione del credito, grazie alla cessione dei crediti a banche e intermediari finanziari. “Ci sarà un percorso snello ed efficace – ha spiegato l' assessore al Bilancio della Regione Puglia, Michele Pelillo -. L'imprenditore che vanta un credito farà istanza alla Regione che lo certificherà entro 20 giorni dalla richiesta. Questa certificazione sarà immediatamente esigibile in banca, con le condizioni migliori che i singoli istituti praticheranno e ci renderanno note”. Dall'opposizione piovono critiche. “E' semplicemente incredibile che la Giunta Vendola sfrutti con oltre un anno di ritardo la possibilità di certificazione del credito concessa dal Governo nazionale con la legge 2 del 28 gennaio 2009. Ed è ingiusto che le incolpevoli aziende creditrici della Regione debbano pagare a spese loro gli interessi di questa operazione dettata solo dal fatto che la Giunta Vendola ha scelto scientemente di violare il Patto di Stabilità”. E' quanto dichiara in una nota il capogruppo Pdl in Consiglio Regionale della Puglia, Rocco Palese. “Ci vuole una bella faccia tosta da parte di Vendola – prosegue Palese – per dire che oggi la Regione 'aiuta' le imprese: quelle imprese non possono essere pagate perchè, mentre tutti si interrogano su come allentare i vincoli del Patto ma lo rispettano, a febbraio scorso, in piena campagna elettorale, la Giunta Vendola si dichiarò orgogliosa di averlo sforato perchè solo così si poteva salvare l'economia pugliese. Peraltro, visto che la Giunta ha deciso di violare il Patto, non si capisce perchè abbia atteso oltre un anno per sfruttare una possibilità che non è frutto di sue intuizioni, ma è stata concessa dal Governo Berlusconi con la Legge 2 del 28 gennaio 2009, che al comma 3 bis dell'articolo 9 prevede questa strada. Peraltro anche in Puglia sono decine le Pubbliche Amministrazioni che gia' hanno adottato questo provvedimento”. “Ma la diabolica perseveranza con cui questo Governo regionale ha deciso di mettere in ginocchio le imprese – conclude il consigliere – è tale che oggi Vendola si vende la Fontana di Trevi dicendo che è la sua Giunta ad avviare per prima questo percorso e ad essere in grado di svolgerlo in 20 giorni (tutto previsto dalla Legge 2/2009!) e al danno di aver negato alle aziende i soldi che gli spettavano, si aggiunge la beffa che saranno sempre le povere aziende a doverci rimettere pagando pure gli interessi su questa operazione”.

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