Da Otranto alla grotta del Ciolo un progetto per i pipistrelli

Iniziativa per salvaguardare contestualmente l'ambiente e un importante anello della catena alimentare

Frequentano grotte, anfratti, spaccature nei muri e cavità di alberi. Sono importanti per l’uomo perché sterminatori di insetti nocivi e il guano costituisce un eccellente fertilizzante. I chirotteri (dal greco cheiròn-mano e pteròn-ala), ovvero i pipistrelli, sono così sensibili ai cambiamenti ambientali da offrire agli ecologi, l'opportunità di monitorare lo stato degli habitat valutando i livelli di attività e di diversità della chirottero fauna. Eppure, questi affascinanti mammiferi che un tempo popolavano numerosi le nostre campagne e le coste all’imbrunire sono in fortissimo declino. Nella fascia costiera che da Otranto porta a Santa Maria di Leuca, si è registrata la scomparsa di alcune delicate specie (come il rhinolophus mehelyi, presente solo in Puglia e in Sardegna). Lo segnala, in un comunicato, il Parco naturale regionale “Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”, e ne spiega anche i motivi: le cause di presenza ridotta nel territorio di esemplari di pipistrelli sono da ricercarsi nell’eccessiva urbanizzazione, nella drastica scomparsa delle aree naturali e nello sfruttamento agricolo accompagnato dall’utilizzo incontrollato di pesticidi. Nel quadro legislativo europeo (recentemente, l'Italia ha aderito al programma internazionale Eurobats) e nazionale (a partire dalla legge 157/92) si inserisce, oggi, proprio l’azione del Parco naturale regionale per la conservazione dei chirotteri nelle grotte costiere. Il progetto, approvato e finanziato dalla Regione Puglia per 300mila euro (da condividere con l'iniziativa per la tutela e il ripopolamento delle Querce vallonee di Tricase) è importante, perché assieme alla protezione di questi animali prevede anche la salvaguardia delle grotte, loro habitat d’elezione e oggetto di interesse comunitario (direttiva Hsbitat 1992/43/CE). “Forse pochi sanno – recita il comunicato – che la grotta Zinzulusa, a Castro, per la sua eccezionale biodiversità biologica, è l’unica grotta italiana annoverata dal Kars Water Institute (Usa) tra i primi 10 sistemi carsici mondiali a rischio. La costa elenca un cospicuo patrimonio naturalistico con 137 grotte, di cui 88 sommerse, veri magazzini di biodiversità. Eppure, solo alcune di esse presentano condizioni microclimatiche e tranquillità tali da ospitare colonie di chirotteri. Molte grotte, infatti, soprattutto nei periodi estivi, sono oggetto di frequentazione incontrollata che mette a rischio le specie più legate ad ambienti delicati”. Il progetto, elaborato di concerto con l’Università del Salento (dipartimento di Scienze, Tecnologie biologiche e ambientali) si muove lungo linee ben precise e concrete: la protezione di alcune grotte costiere attraverso dei divieti di transito, l’installazione di bat-box, la distribuzione di abbeveratoi nei periodi estivi, il monitoraggio e la sorveglianza sanitaria dei mammiferi. Punto di forza, poi, una campagna divulgativa che inibisca l’uso di fitofarmaci e pesticidi in agricoltura (nocivi anche per l’uomo) a vantaggio della lotta biologica (si consideri che nelle aree intorno alla città di Austin in Texas questi animali fanno risparmiare ogni anno circa 750.000 dollari in termini di danni evitati alle coltivazioni e di minor spesa per l’acquisto di pesticidi). Tuttavia, ogni progetto, perché sia autenticamente valido, ha bisogno di un avvicinamento dei cittadini e di informazioni scientificamente corrette. In quest’ottica è previsto il coinvolgimento del Cea e, infine, l’allestimento a Diso, in un frantoio ipogeo, di uno spazio didattico dedicato al pipistrello e all’ambiente di grotta (“Sala del Pipistrello”). Inoltre chi vorrà attivamente collaborare alla ripopolazione nell’ambito urbano, nelle scuole e nei giardini scolastici, potrà richiedere presso la sede del Parco , nel castello di Andrano, delle bat box (ne saranno, infatti, distribuite gratuitamente 250).

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