Una cripta paleocristiana accanto alla Maglie-Otranto

IL REPORTAGE. Maglie. La scoperta è stata effettuata nei giorni scorsi dalle associazioni ambientaliste. Che ora chiedono di bloccare il progetto di allargamento della strada

MAGLIE – Una cripta protocristiana immersa in un sito ricco di testimonianze religiose e rurali di epoche arcaiche. E’ l’entusiasmante scoperta effettuata nei giorni scorsi delle associazioni Nuova Messapia, Forum Ambiente e Salute e Coordinamento Civico per la Tutela della Salute, del Territorio e del Cittadino, in un luogo immerso nel silenzio che è in realtà l’eco di civiltà lontane che in quei luoghi hanno abitato ed hanno praticato il proprio culto. E che è a due passi del fragore delle auto che percorrono la strada, la statale 16 Maglie-Otranto, destinato ad aumentare, visto che l’arteria è interessata da un contestato progetto di allargamento. “Questa è la palese e inconfutabile prova, per chi ancora avesse necessità di prove – si legge sulla pagina facebook delle associazioni ambientaliste -, dell'immensa importanza di tutta l'area rurale che intercorre tra i borghi di Maglie e Otranto, area percorsa da sempre da pellegrini e luogo di rifugio per tantissime comunità religiose perseguitate nel corso dei millenni! Ancora una volta è la riprova che tutta l'area deve essere posta sotto vincolo di massima tutela e salvaguardia e aperto subito un iter per l'istituzione del ‘Parco dei Pellegrini e dei Popoli’ seguendo le virtuose pratiche di valorizzazione già virtuosamente tracciato dalla bellissima esperienza delle vie francigene e paoline, doverose per il Salento, terra da sempre ospitale e di accoglienza ricchissima di cultura cosmopolita che ha reso bella e impareggiabile questo delicatissimo lembo di terra”.

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L'ingresso della cripta

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Croce greca su una parete della cripta

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Possibile vasca per abduzione

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Una specchia a ridosso del corridoio trincea

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Pozzo con inghiottitoio – Neviera laterale

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Antico furneddru, probabile ricovero per animali con dietro una specchia

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Corridoi

Corridoio trincea a ridosso di un muro di confine originariamente in pietra a secco

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Archi interrati – presunte bocche d'ingresso di un inghiottitoio, ma con strani archi che presagiscono una struttura architettonica ben più grande e forse sepolta

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Archi interrati – interno destro con terriccio e detriti

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Archi interrati – chiave dell’arco Il professore Paul Arthur, docente di Archeologia medievale all'Università del Salento, ha ammesso di non aver avuto conoscenza, prima, del sito, ritenendo molto interessanti le fotografie, che rivelano tutt’intorno alla cripta la presenza di probabili trincee con annessi fossati difensivi. Arthur effettuerà a breve un sopralluogo sul posto, per verificare meglio anche la possibile presenza di frammenti di ceramica. Di sicuro ad alcuni esperti quell'insediamento non è nuovo, essendo noto con il nome di “Craunuse”, un sistema di ambienti sotterranei scavati, in parte ancora interrato e in parte distrutto durante i primi lavori della Statale 16, così come si configura oggi. L’appello è alla Regione Puglia, alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Paesaggistici, ed ai Ministeri e tutti gli enti locali affinché blocchino l’ampliamento previsto e si coalizzino per valorizzare il territorio.

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