Cisl Lecce. Un Patto per lo sviluppo del territorio

Lo propone il segretario generale Pietro Stefanizzi per la salvaguardia del sistema produttivo e dei livelli occupazionali esistenti

La Cisl di Lecce, con un intervento del segretario generale Pietro Stefanizzi, di fronte alla crisi del lavoro e alle emergenze occupazionali, invita alla responsabilità e alla formulazione di un “Patto per lo sviluppo del territorio”. L'intervento L’esplodere di vertenze occupazionali nella nostra provincia impone al territorio un’azione decisa e compatta in difesa del sistema produttivo e dei livelli occupazionali esistenti, ma questa azione avrà respiro corto se non riuscirà a saldarsi con un’idea di futuro e con un’assunzione di responsabilità condivisa degli attori locali. E’ chiaro che occorre agire anche sul contesto in cui può inserirsi un’iniziativa territoriale, parliamo quindi di Patto per il Sud, di infrastrutture strategiche, di fiscalità di vantaggio, di credito d’imposta, ma su questo, più che tre province, è necessario che sei regioni facciano sistema e massa critica. Nel dibattito di questi giorni sembra maturare la consapevolezza che il territorio debba saper reagire con logiche di sistema a quanto sta succedendo sul piano economico e sociale, forse questo è già un risultato da non disperdere, ma da incanalare verso una operatività responsabile, innovativa e condivisa che ridia speranza a quanti, tanti, rischiano di perdere un lavoro o di non incontrarlo mai. Per questo, come Cisl di Lecce sentiamo di proporre al partenariato economico e sociale ed agli attori istituzionali e politici della provincia di Lecce la sottoscrizione di un “Patto perl lo Sviluppo del territorio” che veda ricomporsi un quadro unitario di azioni, improntato ad un’assunzione di responsabilità di tutti i protagonisti dello scenario socio-economico ed istituzionale locale, che assuma obiettivi di crescita economica, civile e sociale e di incremento occupazionale del territorio. Il territorio di Lecce ha al proprio interno energie da valorizzare per rispondere adeguatamente e con logiche sistemiche alla necessità di riposizionamento del sistema produttivo imposta dalla crisi ed ha al contempo la necessità di un forte raccordo interno al fine di ottimizzare la propria capacità di cogliere le opportunità che rivengono dal quadro comunitario, nazionale e regionale per ridurre il divario proprio di un territorio del mezzogiorno. La proposta è anche diretta ad aiutare la politica a sintonizzare l’agenda ed il modus operandi con i problemi vecchi e nuovi delle persone e delle comunità locali. Il Patto può essere articolato in quattro aree tematiche che riguardano : 1. lo sviluppo dei sistemi produttivi; 2. le infrastrutture, l’ambiente, il territorio, l’energia; 3. il sistema di welfare; 4. il lavoro; e deve realizzare una forte unità d’intenti ed una forte unità operativa nel territorio, in relazione ai processi di regolazione fra i livelli istituzionali e con il partenariato economico e sociale, e del territorio, in relazione alla legittima rappresentanza degli interessi territoriali nei confronti del livello istituzionale nazionale e regionale e di altri soggetti nazionali e regionali che orientano e determinano azioni inerenti gli obiettivi del Patto. I contenuti riferiti alle quattro aree tematiche, l’individuazione delle priorità condivise possono scaturire da un percorso di concertazione, contingentato nei tempi e orientato ad individuare obiettivi concreti ed azioni possibili e verificabili, che può essere articolato in due fasi: 1- definizione di una proposta di Patto da parte del partenariato economico e sociale (fase che potrebbe svolgersi entro novembre 2010 attivando la Camera di Commercio quale sede di composizione e rappresentanza delle componenti economiche e sindacali); 2- coinvolgimento dei livelli istituzionali, implementazione e sottoscrizione del Patto ( fase che potrebbe concludersi entro il 20 dicembre 2010 e che dovrebbe individuare la Provincia quale organo di coordinamento e sede di un organismo/tavolo operativo e di verifica). La politica, le istituzioni, le organizzazioni economiche ed imprenditoriali, le stesse organizzazioni sindacali devono comprendere che questo non è il momento di giocare ognuno la propria partita, al contrario occorre giocare tutti la stessa partita, dalla parte del territorio, degli uomini e delle donne della provincia di Lecce. Questa responsabilità se non l’assumiamo ci ricadrà addosso.

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