Rinnovabili: 1000 euro a istruttoria per installare impianti

Nuovi oneri: 50 centesimi per ogni chilowatt di potenza elettrica di eolici e 1 euro per ogni chilowatt di energia da fotovoltaici o biomasse

Gli imprenditori di energie pulite dovranno pagare mille euro per avviare l’istruttoria finalizzata ad ottenere l’autorizzazione unica, più un onere specifico a seconda dell’impianto: in particolare 50centesimi per ogni chilowatt di potenza elettrica se si tratta di impianti eolici e 1euro per ogni chilowatt di energia proveniente invece da impianti fotovoltaici o da biomasse. A renderlo possibile sono le Linee Guida nazionali in materia di energia rinnovabile che consentono alle Regioni di adeguare gli oneri istruttori. Per la Puglia la motivazione è contrastare l’attività di intermediari e di speculatori, che cercano di ottenere autorizzazioni uniche per poi rivenderle agli imprenditori. Oltre agli oneri appena descritti, ne sono stati individuati altri anche per ottenere l’autorizzazione a realizzare opere di connessione alla rete elettrica di trasmissione e di distribuzione. In sostanza occorrerà pagare mille euro per essere autorizzati a realizzare un collegamento alla rete di media tensione, il doppio, quindi 2mila euro, per connettersi alla rete di alta tensione a 150 chilovolt (kV), 5mila euro per collegarsi alla rete attraverso una stazione di trasformazione da 150 a 380 kV. Fino ad oggi l’importo per gli oneri istruttori era di 1.500 euro in tutto, senza distinzione né per la tipologia di impianto, né per la grandezza. Oggi l’autorizzazione unica per installarlo potrebbe arrivare a costare anche decine di migliaia di euro tra oneri istruttori e autorizzazioni alla connessione. La Giunta regionale ha stabilito inoltre che le nuove norme si applichino non solo a chi presenta domanda dal 26 ottobre, ma anche a tutte le richieste inviate nei 180 giorni precedenti (cioè a partire dal 28 aprile 2010), per le quali non risulti avviato formalmente il procedimento. “Abbiamo costruito – ha detto la Vice Presidente della Regione Puglia e Assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone – un deterrente forte nei confronti degli speculatori nel campo delle rinnovabili. Oggi abbiamo richieste per più di 36mila megawatt. Dobbiamo porre un argine e allo stesso tempo creare le condizioni perché i pugliesi risparmino sulla bolletta. Quello appena descritto è, insieme con l’estensione della Valutazione di Impatto Ambientale ai piccoli impianti, uno dei primi decisivi passi in questa direzione. Un’azione resa possibile purtroppo solo oggi, per l’uscita tardiva delle Linee Guida nazionali, che permettono alle Regioni di adeguare gli oneri istruttori”. 21 ottobre 2010 – Legge regionale sulla valutazione dell’impatto ambientale: retroattività a 180 giorni Il Consiglio regionale ha approvato e il Presidente della Regione, Nichi Vendola, ha promulgato le modifiche e le integrazioni alla legge regionale n. 11/2001 sulle “Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale”. Il testo In sintesi, le modifiche alla legge riguardano l'obbligo del Via per gli impianti a partire da 1 MW (gli impianti di produzione pari o superiore a un megawatt sono stati assoggettati alla valutazione d’impatto ambientale); l'obbligo del Via a 3 MWe per gli impianti integrati in edifici (il testo della legge prevede un limite di assoggettabilità a Via pari a 3 MWe per gli impianti ricadenti in aree industriali dismesse o integrati in edifici in aree produttive. Per gli impianti ricadenti in aree naturali protette o in aree di particolare pregio urbanistico ed agricolo è invece prevista una riduzione ulteriore del limite a 0,5 MWe. Viene inoltre vietato l'uso di erbicidi o veleni per distruggere le piante erbacee nelle aree dove sorgono gli impianti eolici e fotovoltaici esistenti e di nuova installazione, con l'obiettivo di preservare le risorse del suolo) e la retroattività per 6 mesi. Le legge ha una retroattività di 180 giorni. Restano in vigore le disposizioni precedenti per le procedure relative alle istanze presentate in epoca anteriore e comunque per le procedure per le quali sia stata convocata la Conferenza di Servizi. Nelle maglie di questa retroattività cadranno, secondo la Regione, circa un quarto delle domande pendenti. Inoltre si esentano dalla Via gli impianti di fotovoltaico strutturale (quelli sui tetti), assoggetandoli alla semplice dichiarazione di inizio attività (Dia). La legge, dichiarata urgente, è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione n. 159 (supplemento 1 in allegato) ed è entrata in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione. 13 ottobre 2010 – Installazione nuovi impianti: via libera all'anti deregulation Approvati ieri, durante il Consiglio regionale, i criteri anti deregulation per la Valutazione d’impatto ambientale. Le nuove norme prevedono di abbassare da 10 a 1 megawatt (a 3 per le zone industriali dismesse su proposta di Sel e a 0,5 per gli impianti in aree protette) il limite oltre la quale è necessario richiedere l'autorizzazione per l’installazione di nuovi impianti. Si è trattato di un adeguamento alla normativa nazionale che, di fatto, nel 2009, aveva sconfessato la legge 31 del 2008, approvata dalla giunta, che innalzava a 10 megawatt, la soglia per i nuovi impianti. Il vulnus che ha spinto il governo ad adottare norme riparatrici è stato creato dalla Corte Costituzionale, che aveva impugnato la citata legge regionale. Si era così creata una fase di vuoto legislativo, nella quale il business energetico si era sviluppato senza controllo. Bisognava porre un freno Il disegno di legge che oggi è stato approvato in aula “diventa – come ha spiegato il presidente della Quinta Commissione, Donato Pentassuglia – la norma attraverso la quale si può riprendere il controllo del territorio per aree di pregio, cercando di coniugare la tutela del territorio con l'attenzione al settore produttivo”. Così la votazione: 35 voti favorevoli (Udc compresa) 24 contrari e un astenuto. Le legge ha una retroattività di 180 giorni che la vicepresidente Loredana Capone ha definito “sostenibile”. Restano in vigore le disposizioni precedenti per le procedure relative alle istanze presentate in epoca anteriore e comunque per le procedure per le quali sia stata convocata la Conferenza di servizi. Inoltre si esentano dalla Via gli impianti di fotovoltaico strutturale (quelli sui tetti), assoggetandoli alla semplice dichiarazione di inizio attività (Dia). 12 ottobre 2010 – Fotovoltaico: proposta anti deregulation del Pd Sarà discusso oggi, in consiglio regionale, il ddl proposto dalla giunta per modificare le norme sulla valutazione d’impatto ambientale per gli impianti eolici e fotovoltaici. Si innesta nel contesto, la proposta del Pd di una legge quadro sulle energie da discutere prossimamente che recepisca le linee guida nazionali in materia. Nello specifico, la pdl del Pd si rappresenta come tentativo di porre un freno alla “deregulation” e tutelare l'ambiente, le famiglie che otterranno agevolazioni se si doteranno di mini impianti sui tetti delle loro case (il riferimento alla proposta di Vendola è evidente) e gli agricoltori attraverso facilitazioni normative per coloro che realizzeranno impianti integrati su serre che preservino le produzioni agricole. 8 ottobre 2010 – Valutazione di Impatto Ambientale: via libera delle commissioni regionali Ancora novità dalla Regione in materia di modifiche alle norme sulla “valutazione dell'impatto ambientale” il cui percorso di audizione si è concluso in quarta e quinta commissione del Consiglio Regionale, (rispettivamente “Industria, Commercio, Artigianato, Turismo e Industria Alberghiera, Agricoltura e Foreste, Pesca Professionale, Acquacoltura” ed “Ecologia, Tutela del Territorio e delle Risorse Naturali, Difesa del suolo, Risorse Naturali, Urbanistica, Lavori Pubblici, Trasporti, Edilizia Residenziale”) Come annunciato in un precedente articolo, nella mattinata di ieri, le Commissioni del Consiglio Regionale della Puglia “Attività produttive” e “Ambiente” hanno approvato il disegno di legge che modifica le norme sulla valutazione dell'impatto ambientale. Sarà proprio il disegno di legge con le modifiche alle norme sulla valutazione di impatto ambientale (Via) il primo argomento all'ordine del giorno del Consiglio Regionale della Puglia, martedì prossimo, 12 ottobre. In merito, l'assessore all'Ambiente, Lorenzo Nicastro, si era espresso già una settimana fa, quando aveva sottolineato l'importanza di “fornire indirizzi operativi e programmatici che consentano da un lato, di indirizzare lo sviluppo di nuovo eolico o fotovoltaico verso nuove frontiere e, dall'altro, di sviluppare nuovi segmenti di produzione di energia da fonti rinnovabili”. La norma ha ridotto il limite di applicabilità della Via da 10 MWe (previsti dalla l.r. 31/08) ad 1 MWe per tutti gli impianti fotovoltaici. Inoltre è prevista una riduzione ulteriore del limite a 0,5 MWe per gli impianti ricadenti in aree naturali protette o in aree di particolare pregio urbanistico e agricolo. Sono stati inoltre approvati alcuni emendamenti fatti propri dallo stesso Nicastro, tra i quali due proposti dai consiglieri della “Puglia per Vendola”, Angelo Disabato, Giovanni Brigante e Francesco Laddomada. Il primo, spiega una nota regionale, prevede di operare fino a tre megawatt senza valutazione d'impatto ambientale per impianti sui tetti nelle aree industriali anche dismesse. Il secondo riguarda gli interventi di manutenzione delle aree dove sorgono gli impianti eolici e fotovoltaici esistenti e di nuova installazione. La proposta prevede che in quei territori sia vietato l'uso di erbicidi o veleni per distruggere le piante erbacee per preservare le risorse del suolo. “Si tratta – prosegue la nota – di un preciso impegno programmatico della Puglia per Vendola che trae ulteriore conferma dall'impegno preso a Bruxelles dal presidente Nichi Vendola in occasione della firma di un accordo tra i sindaci europei e americani nella lotta ai cambiamenti climatici: la solarizzazione integrale delle città con pannelli fotovoltaici su ogni tetto”. “La Puglia produce energia eolica e fotovoltaica più di chiunque in Italia. E' adesso importante – conclude la nota – un riequilibrio in favore della salvaguardia dei territori. L'energia pulita richiede un ambiente altrettanto pulito: questo è per noi fondamentale rispetto all'idea di una Puglia migliore”. Già il presidente della quinta commissione, Donato Pentassuglia aveva precedentemente ricordato, in una nota, che la Regione Puglia rappresenta “una delle punte più avanzate nello scenario nazionale, in tema di sviluppo energetico delle fonti alternative”. Il Pear (Piano energetico ambientale regionale) del 2007, rappresenta il quadro programmatico di riferimento per le questioni energetiche. “Pur non rilevando limiti vincolanti alla produzione di energia da fonti alternative, vengono forniti valori obiettivo per le varie fonti rinnovabili (4000 MW per la produzione di energia elettrica da eolico e 200 MW per la produzione di energia elettrica da fotovoltaico)”. Positivo il commento del partito dell'Idv Puglia. “Come si vede, dunque, il Governo regionale prosegue la propria attività di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili con una impostazione moderna che favorisce la realizzazione di impianti integrati e l’armonizzazione degli stessi nel contesto territoriale ed ambientale circostante. La valutazione di impatto ambientale non rappresenta un appesantimento burocratico bensì uno strumento che consente una valutazione approfondita dei potenziali impatti e la partecipazione democratica delle istituzioni e di ogni cittadino alla scelte che riguardano il proprio territorio. L'adeguamento dei limiti sulla Via, peraltro necessario ed urgente alla luce della sentenza della Corte Costituzionale e della tardiva approvazione delle linee guida nazionali, si inserisce nella più ampia strategia ed attività del governo regionale di armonizzazione delle politiche energetiche e sviluppo delle fonti rinnovabili”.

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