Italgest: parte il tavolo per discutere la chiusura

In Provincia non sono stati presentati i libri matricola dei dipendenti, ma si è parlato di circa 200 persone interessate dalla chiusura

Partita ieri la vertenza numero sette attivata presso la Provincia di Lecce. E’ quella di Italgest, azienda con sede a Melissano, attiva, tra gli altri, nel settore delle energie rinnovabili. E’ proprio questo il settore che ultimamente non traina più. Dei tanti progetti presentati dall’azienda – ha dichiarato a Quotidiano l’amministratore delegato Paride De Masi – sono pochi quelli approvati dagli Enti. I più importanti, le centrali a biomasse che l’azienda vorrebbe costruire a Casarano e a Lecce, sono, l’uno allo stadio di conferenza dei servizi regionale, l’altro, bocciato dal Consiglio comunale della città capoluogo. Ieri, presenti a ranghi compatti, i rappresentanti dell’ente provinciale: in primis il presidente Gabellone e i funzionari del settore politiche del lavoro, Frisullo e Serra. Assenti i vertici dell’azienda, che ha ‘mandato avanti’ i dipendenti. Erano infatti presenti i rappresentanti dei collaboratori di Italgest, che hanno illustrato al presidente Gabellone come, dei tanti progetti presentati dall’azienda, pochi siano stati approvati. Una sorta di cahier de doléance, dunque, quello raccolto dal presidente Gabellone, che ha potuto solo dare il suo massimo impegno perché, davanti alle carte, che ha richiesto, dei progetti che a dire dei dipendenti non avrebbero avuto l’ok dagli enti per non ben precisati motivi, dia mandato ai suoi uffici di rimuovere – nel lecito delle loro competenze – ostacoli o lungaggini che impediscano la buona iniziativa imprenditoriale. Non sono stati presentati i libri matricola dei dipendenti ma si è parlato genericamente di circa 200 persone interessate dalla chiusura, tra dipendenti e collaboratori co co co. Assenti anche i sindacati. Si è trattato in sostanza di un faccia a faccia tra Provincia e dipendenti Italgest, non di un tavolo di concertazione della maniera di quelli già attivati dalla Provincia. “Abbiamo tutto l’interesse a trattenere le aziende sul territorio – dice Toma – anche se, a quanto ha dichiarato l’amministratore della Italgest, Paride De Masi, la decisione è stata maturata dopo il no del Consiglio comunale alla centrale a biomasse. Ma è logico che l’attività di un’impresa debba essere compatibile con tutte le normative, non ultime quelle ambientali. Non sappiamo se le decisioni della Italgest sono definitive perché erano assenti i vertici aziendali”. Articolo correlato Italigest chiude a Melissano (21 ottobre 2010)

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