ON. BELLANOVA: “La “persona di cuore” firma la fine dello Stato Sociale”

On. Bellanova interviene sulla Finanziaria 2011 del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi

Voleva entrare nella storia, e ci entrerà eccome. Silvio Berlusconi, con la Finanziaria 2011, firma la fine dello Stato sociale. Fondo per le politiche della famiglia: 346.5 milioni di euro nel 2008, 52.5 nel 2011 e 31.4 nel 2013. Addio family day. Fondo pari opportunità: 64.4 milioni nel 2008, 2.2 dall’anno prossimo. Fondo politiche giovanili, nello stesso intervallo di tempo: da 137.4 milioni di euro a 32.9. Queste alcune cifre, già drammatiche. Ma questo Governo riesce, anche se sembrerebbe impossibile, a fare anche di peggio, partendo dal Fondo nazionale per le politiche sociali. Al netto delle risorse dedicate ai diritti soggettivi, gli stanziamenti del Bilancio di previsione dello Stato relativi al FNPS, destinati in gran parte alle regioni, erano pari a 939.3 milioni nel 2008. Nel biennio successivo il governo Berlusconi ha deciso una prima, drastica riduzione fino ai 435.3 milioni previsti per il 2010. Per il 2011 si prospetta, di fatto, lo smantellamento del Fondo con uno stanziamento abbattuto a 75,3 milioni di euro (-82,7% rispetto al 2010). Poiché tale somma basterà a malapena a coprire l’attribuzione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le risorse destinate alle regioni, progressivamente diminuite dai 670.8 milioni del 2008 ai 518.2 milioni del 2009 fino ai 380.2 milioni del 2010, dal 2011 verranno completamente azzerate, compromettendo dieci anni di lavoro di costruzione della rete territoriale dei servizi sociali. La manovra di bilancio per il 2011 cancella, e ribadisco cancella, ogni stanziamento per il Fondo per la non autosufficienza, istituito nel 2007 e finalizzato a garantire su tutto il territorio nazionale l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti. Azzeramento che si va ad aggiungere a quello, già realizzato da quest’anno, del “Piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio educativi per la prima infanzia”. Ogni Governo ha la sua scala di priorità e questo ha deciso di uccidere lo stato sociale. Proprio nel periodo peggiore della crisi, quello in cui più si fanno sentire i suoi effetti drammatici sulle famiglie italiane, quello in cui vengono lanciati, da più parti, allarmi sulla crescente povertà nel Paese, arrivano queste misure a dare il colpo di grazia al già moribondo stato sociale. Per Berlusconi, affiancare quella parte del Paese, la gran parte, alle prese con il momento più nero della propria vita, oggi vale in tutto poco più di 349 milioni di euro. La “persona di cuore”, nel 2011, offrirà agli italiani meno di sei euro a testa di servizi sociali. Lecce, 29 ottobre 2010

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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