Elezioni Confindustria. Gli edili chiedono “umiltà”. Protagonisti e retroscena

Nicola Delle Donne, presidente sezione Edili Ance: “Gli edili si faranno da parte per un uomo delle istituzioni”

Al via le consultazioni degli imprenditori iscritti a Confindustria Lecce per l’elezione del nuovo presidente. E gli scenari sono tutt’altro che scontati. Fissate le date: 18-19-25-26 novembre. In questi giorni la commissione di designazione (i così detti “tre saggi”) per l’elezione del presidente dell’associazione di categoria che recentemente ha “consegnato” all’associazione regionale l’ex presidente leccese, Piero Montinari, dovrà incontrare gli iscritti per raccogliere le loro istanze. Non sarà un compito facile, perché l’orientamento è quello di proporre all’assemblea degli eletti un unico nome, attorno al quale raccogliere consensi unanimi. La Commissione di designazione, eletta dalla Giunta nella seduta nel giugno scorso, è composta da Giacinto Colucci presidente Sezione Metalmeccanica e Termoelettrica, Salvatore De Riccardis, past president e Mario Montinaro, componente di giunta: imprenditori considerati “istituzionali” per la loro autorevolezza e il decennale impegno all’interno dell’associazione. Secondo l’articolo 18 dello statuto la commissione di designazione “ha il compito di esperire in via riservata la più ampia consultazione degli associati allo scopo di raccogliere proposte atte ad individuare uno o più candidati, che riscuotono il consenso della base”. I candidati ad oggi sono due, Piernicola Leone De Castris e Augusto Romano. Nessuno dei due ha bisogno di presentazioni. Entrambi rappresentano l’ultima generazione di una famiglia di imprenditori che hanno fatto la storia del settore in cui sono attivi. Leone De Castris vanta, non solo un fiore all’occhiello delle referenze della sua cantina, ma quattro. Quattro rose: un vino rosato, pardon “il” vino rosato più antico, il “Four roses”, appunto, che suo nonno riuscì a far apprezzare oltreoceano. Il padre, primo cavaliere del lavoro della provincia di Lecce, fu presidente per un ventennio della Camera di Commercio di Lecce. Augusto Romano, al contrario di Piernicola, può vantarsi di aver inciso profondamente nella vita della sua azienda: è infatti il responsabile del grande salto aziendale da faconista a produttore di un marchio internazionale, la Meltin’pot, che dagli Stati uniti a Mosca, ha portato il made in Italy, anzi, il “made in Matino” (il paesino che è anche sede della Banca Popolare Pugliese). Un esempio, per il settore tac salentino, di un’azienda che nonostante dolorosi tagli sta reggendo alla crisi. Una delle eccellenze della classe imprenditoriale nostrana ma di respiro internazionale. Tuttavia, tra tutti i settori economici rappresentati in Confindustria Lecce, gli Edili, storicamente, sono stati quelli che più di tutti sono riusciti ad esprimere un “loro” uomo, facendo valere tutto il peso dei mattoni, espressi in termini di fatturato e addetti. Negli anni, i presidenti, si sono alternati tra edili, manifatturieri, e metalmeccanici. Dopo due mandati del presidente Montinari, un edile, e di un metalmeccanico, De Riccardis, ora ci si aspetterebbe un imprenditore del settore manifatturiero. Ma a è scontato. Discorso a parte infatti merita il settore terziario che, nonostante abbia un ruolo in fortissima ascesa, non ha mai espresso un suo presidente e pare scontato che anche questa volta cederà il passo. Quale siano gli orientamenti della base associativa, quali istanze raccoglieranno i tre saggi non è dato sapere. Certo è che gli ultimi mesi non sono bastati per coagulare attorno ad un’unica figura o attorno ad uno dei due candidati, in “campagna elettorale” da tempo, i consensi di tutti gli iscritti, alla ricerca di una figura di garanzia e istituzionalmente riconosciuta dagli imprenditori. Nicola Delle Donne, presidente sezione Edili Ance, ha fornito un’analisi del contesto confindustriale e del ruolo che Confindustria Lecce ha nell’economia salentina, che forse apre nuovi scenari nell’identificazione della figura del futuro presidente. Presidente, che cosa si aspettano gli Edili da questa consultazione? “Che Confindustria trovi una persona di grande equilibrio e di sicura esperienza per traghettare l’Associazione nel delicato momento che stiamo vivendo, dai risvolti socio-economici drammatici”. C’è un nome che più degli altri piace agli Edili? “Oggi di nomi ne sono stati fatti tanti, ma è necessario richiamare tutti al senso delle Istituzioni, per non fare di quest’occasione un ring di personalismi. Bisogna essere tanto attenti e lungimiranti da non far prevalere l’interesse personale su quello dell’Associazione”. E qual è l’interesse dell’Associazione? Forse un presidente del settore Edile? “E’ innegabile che Confindustria nasca con il settore edile. Ma gli Edili non pretendono e non pretenderanno un loro rappresentante, purché si tutelino le istanze di Confindustria. Poiché siamo una componente importante nell’associazione, saremo vigili affinché qualcuno non pensi di usare Confindustria per fini personali”. Che cosa significa? Se doveste avere sentore di quello che lei definisce ‘fine personale’, che cosa farete? “Fuor di metafora, avanzeremo una nostra candidatura. Un imprenditore del nostro settore. Ma solo se non si dovesse riuscire a coagulare attorno ad un unico candidato, rispettando le indicazioni nazionali, i consensi della maggioranza degli iscritti. Sono sicuro che i tre saggi, personalità di elevato spessore morale e carisma personale, che hanno Confindustria nel loro dna, riusciranno a ricompattare gli equilibri. In questo momento non possiamo permetterci spaccature. Per questo auspichiamo un atto di prudenza e umiltà da parte di tutti”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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