Respinto il ricorso contro la Puglia: sì alle cure mediche per i migranti anche privi di permesso di soggiorno

Sì alle cure urgenti e alla scelta del medico di base per gli stranieri con STP. Il presidente del Consiglio dei Ministri aveva impugnato la legge

La legge regionale pugliese 4 dicembre 2009, n. 32, sull’accoglienza, la convivenza civile e l’integrazione degli immigrati è conforme alla Costituzione. Il testo della legge Lo ha deciso la Corte costituzionale con la sentenza n. 299/2010, appena pubblicata (per leggere il documento, cliccare qui) Con questa sentenza, del 22 ottobre scorso, la Corte respinge quasi integralmente il ricorso presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri. “Solo due delle otto contestazioni – dice l’avvocato coordinatore dell’avvocatura regionale, prof. Nicola Colaianni difensore della Regione con il prof. Giuseppe Tucci – mosse dal Governo sono state accolte. Ma si tratta di disposizioni prive di rilevanza effettiva: il richiamo ai principi internazionali in materia e l’effettiva difesa giudiziaria degli immigrati, già assicurata dalla legge statale sul patrocinio dei non abbienti”. Le disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte sono quelle che garantiscono il diritto di difesa dello straniero soggiornante a qualunque titolo (si tratta infatti di materia di competenza statale) e l'applicazione dei principi della Convenzione Onu (18/12/1990) sui diritti dei migranti e delle loro famiglie (la Convenzione non è stata ratificata dall'Italia e le Regioni non possono dare esecuzione ad accordi internazionali indipendentemente dalle leggi di ratifica). Per il resto, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili e infondate le contestazioni governative. Sono quindi tutelati i diritti fondamentali degli immigrati (anche non in regola con il permesso di soggiorno) a cui assicurare le cure urgenti e continuative, comprese la scelta del medico di fiducia e l’assistenza farmaceutica. La legge regionale n. 32/2009 prevede infatti che “gli stranieri assistiti con il codice Stp (Straniero Temporaneamente Presente) abbiano diritto alla scelta del medico di base (non previsto dalle disposizioni nazionali)”. E questa disposizione vale anche per i cittadini neocomunitari. E ancora “la legge regionale prevede anche che ai cittadini comunitari presenti sul territorio regionale che non risultano assistiti dallo Stato di provenienza, privi dei requisiti per l'iscrizione al SSR (Servizio Sanitario Regionale) e che versino in condizioni di indigenza, sono garantite le cure urgenti, essenziali e continuative attraverso l'attribuzione del codice ENI (europeo non in regola). Le modalità per l'attribuzione del codice ENI e per l'accesso alle prestazioni, sono le medesime individuate per gli STP. La Corte, dichiara legittima anche questa disposizione, osservando come essa sia coerente con l'interpretazione delle disposizioni del D.Lgs. 30/2007 offerta dalla Circolare del Ministero della salute 19/2/2008” che indicava come il fondamento del rilascio del codice ENI fosse proprio nel principio costituzionale della tutela del diritto alla salute (art. 32 della Costituzione). In linea con la Costituzione sono state ritenute anche le politiche di inclusione sociale previste dalla legge regionale pugliese anche sotto l’aspetto di misure alternative alla detenzione (quali, ad esempio, la disponibilità di un alloggio)”. “E' una vittoria sul fronte delle politiche di salute, dell’inserimento sociolavorativo, ma anche di tutte le politiche di settore per l’integrazione piena degli immigrati” afferma l'assessore regionale al welfare, Elena Gentile. L'impugnazione della legge da parte del Governo La legge sulle norme per l’accoglienza degli immigrati in Puglia è stata approvato a larga maggioranza dal Consiglio regionale nel novembre del 2009. Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge di fronte alla Corte Costituzionale in quanto è considerata eccedere la competenza regionale e per la presenza di disposizioni a favore dei cittadini stranieri irregolari. “La Corte – come spiegato in una nota del Consiglio dei Ministri – ha più volte dichiarato che la disciplina e le agevolazioni sul soggiorno degli stranieri che dimorano irregolarmente nel territorio nazionale incide sulla materia del diritto di asilo, della condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea e, più in generale, dell’immigrazione, riservata allo Stato”.

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