Elata: un successo dal 1923

L'azienda ha cercato di vendere con il proprio marchio e ha teso alla diversificazione geografica per non subire le crisi di clienti o aree

Il calzaturificio Elata fu fondato nel 1923 a Casarano, ed è l’espressione di una solida famiglia d’imprenditori. Specializzato nella produzione di calzature “medio-fine” per donna, ha puntato da sempre sulle capacità artigianali, coniugando tradizione e innovazione. Da alcuni anni sta puntando sul potenziamento del proprio marchio, “Elata”. Martino Nicolazzo, 72 anni, componente della giunta di Confindustria-Lecce, rappresenta la penultima generazione di imprenditori. I figli, infatti, sono già da tempo impegnati in azienda. Elata è l'azienda più antica del comparto calzaturiero salentino. Ha affrontato sicuramente congiunture peggiori di quella attuale. Qual è il segreto del vostro successo? L'aver sempre diffidato di rapporti che superassero il 5% della propria capacità produttiva ed aver sempre teso alla più ampia diversificazione geografica in modo da evitare di subire le crisi di singoli clienti o singole aree nonchè aver sempre cercato di vendere le nostre calzature con il nostro marchio. Nomisma, nella sua ultima analisi di settore, prevede un segno lievemente positivo per il calzaturiero della provincia di Lecce, a partire dall'anno prossimo. Quali sono le vostre previsioni? Dopo il tracollo del 2009, registriamo già una leggera ripresa che però serve solo a recuperare poco meno di un terzo il calo subito l'anno scorso. Speriamo che la situazione si consolidi. Il Tac salentino ha espulso oltre 7000 addetti negli ultimi cinque anni. Esiste ancora un futuro per il Tac? E' vero che il Tac salentino ha espulso 7000 addetti negli ultimi 5 anni però non mi sembra affatto defunto visto il numero di laboratori ancora attivi. La maggior parte di loro, però, sono strutture che non hanno un mercato proprio, sono façonisti e quindi spesso sono legati alle sorti di un unico committente e sono quindi ad elevato rischio. Le misure agevolative previste finora hanno aiutato il settore (488, credito d'imposta?) o hanno rappresentato un “mordi e fuggi” per imprenditori poco motivati- di cui molti del nord? Le misure agevolative hanno certamente aiutato ma, per come sono strutturate, si sono anche prestate al fenomeno del mordi e fuggi anche da parte di imprenditori di altre zone. Avrebbero certamente potuto funzionare meglio prevedendo meccanismi agevolativi basati, ad esempio, sul recupero dell'Iva prodotta dalle vendite per un certo periodo di tempo.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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