Omicidio Basile. I testimoni: nessun rapporto tra Basile e l’imprenditore salentino

 

Al tribunale per i minorenni hanno deposto alcuni ex dipendenti dell’imprenditore, deceduto nel frattempo, e indicato dal collaboratore di giustizia Vaccaro come presunto mandante dell’omicidio Basile

Nuova udienza ieri mattina del processo nei confronti di Vittorio Colitti junior, il 19enne (minorenne all’epoca dei fatti) accusato, in concorso con il nonno, dell’omicidio di Peppino Basile, il consigliere dell’IdV assassinato ad Ugento la notte tra il 14 e il 15 giugno 2008. Dinanzi ai giudici del Tribunale per i minorenni, hanno deposto alcuni ex dipendenti dell’imprenditore salentino, deceduto nel frattempo, indicato dal collaboratore di giustizia Giovanni Vaccaro come mandante dell’omicidio Basile. L’ex consigliere, secondo Vaccaro, aveva scoperto alcune speculazioni immobiliari che l’imprenditore voleva mettere in atto nel comune di Ugento. Un’ipotesi che però nessuno dei cinque testimoni ha confermato. Nessuno di loro, infatti, ha dichiarato di aver mai visto o sentito parlare di Peppino Basile. La segretaria dell’imprenditore ha inoltre smentito che lo stesso Basile si sia recato a far visita al suo datore di lavoro alcuni giorni prima dell’omicidio. Testimonianze che dunque, secondo l’accusa, confermerebbero l’inconsistenza della cosiddetta “pista alternativa”, secondo cui lo stesso Vaccaro si sarebbe adoperato in prima persona per “dare una lezione a Basile” e per fare ciò “si sarebbe avvalso di due cittadini albanesi che non avrebbe avuto difficoltà a reclutare”. L’udienza è stata aggiornata al 22 ottobre.
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