“Gaia: Celestial Fragments”

Dal 18 settembre al 7 ottobre a “Primo Piano LivinGallery” di Lecce, si può visitare la mostra di arte contemporanea curata da Dores Sacquegna

Si inaugura sabato 18 settembre alle ore 19:30 la mostra d¡¯arte contemporanea ¡°Gaia: Celestial Fragments¡±, curata da Dores Sacquegna. Introduce il seminario sulla “Terra Mitologica”, Polyxene Kasda con ¡°Una cartografia della nostra coscienza¡±. Artista, curatrice, studiosa del mito è nata ad Alessandria d¡¯Egitto, vive e opera ad Atene. Il suo background formativo è nel campo dell'arte, della fisica e della psicologia. E' membro di Iaa Unesco, membro onorario di K-Droz a Parigi, membro scientifico della rivista milanese “Poesia e Spiritualit¨¤”, e curatrice di numerosi eventi internazionali. Tra i suoi progetti pi¨´ importanti si ricordano: “Myth/Network” (1990-2009), iniziato in Finlandia; un innovativo progetto internazionale caratterizzato dallo studio della psicologia dell¡¯eterno presente e da una serie di installazioni interattive; “The Chrysalis world installation” (1990-1994) progetto itinerante in 27 paesi con eventi culturali simultanei ed happening alla State University of Cleveland, Ohio, Usa e al Municipio di Atene. “The Maps of the Hidden Treasure” (1994-1996- ) un progetto sui siti archeologici e mitologici della Grecia, in collaborazione con l¡¯”European Network of Poetry” {Belgium} e la “Radio municipale di Atene”. “Fugue” (1996-1998- ) che consiste nella variazione della monumentale struttura Fibonacci, situata in 5 luoghi del mondo: Castro di Piovera in Italia, l'Universit¨¤ Lucian Blaga in Sibiu Romania, la Lykaion Mountain in Arcadia, la Fondazione Egeo nell'isola di Paros, Grecia, Flisvos nel municipio di Palaion Faleron e Atene. “Pxk Route world installation” (2004-08) realizzata con un¡¯innovativo materiale e dedicate al principio Olimpico della rigenerazione. La scultura chiamata “Olympic Chrysalis” ¨¨ un monumento urbano presente ad Atene dal 2004. Il progetto è stato esposto: 2005- ¦¢iennale di Poesia di Alessandria, N.Leucosia, Cyprus, 2a Biennale of Beijing; Cina05};2006 -FMC, Syria, 2007- 4rth Biennale of Tashkent, Uzbekistan, Nuit Blanche, Anvers-aux-Abesses, Paris, Francia; 2008-Olympic Fine Arts, Beijing,China con medaglia d¡¯oro, 2009 – Municipio di Rouvas, Gergeri, Creta,Grecia, internazionale conferenza alla 3¡ã Biennale di Beijing, Cina. Con Artooth, nel 2007, ha realizzato un progetto di telecomunicazioni d¡¯arte per European Capitals of Europe, che ¨¨ stato selezionato dall¡¯Associazione francese per essere realizzato in Grecia, Lussemburgo e Romania simultaneamente. E¡¯ poeta ed autrice di articoli interdisciplinari. Ha scritto numerosi libri, tra i quali: The Conscious Eye (88), Pyrisporos (94), Pai (07) pubblicato in cinque lingue, e ha partecipato a numerose conferenze nel mondo. Ultimo suo progetto è “Pai the eon is a child playing/L'eternità è un bambino che gioca”, un progetto di mostra itinerante in Grecia: Alexandropolis, Isola di Samothrace e Atene, co-curato con Dores Sacquegna e Pierre Chirouze (ved. http://uraniasgardens.blogspot.com/) e che ha coinvolto numerosi artisti internazionali, le cui opere sono nella collezione della Pinacoteca di Samothrace. I suoi studi sono nel campo della chimica, della biologia, della fisica e dell¡¯astronomia. Ha una visione che tiene conto della psicologia dell¡¯inconscio. Il suo punto di partenza è che la mitologia debba uscire dalle pagine dei libri per diventare azione della psiche sui luoghi stessi in cui è nato il mito. La sua ricerca è incentrata sulla semiotica del luogo. Per l'”International Year of Astronomy 09″, ha co-fondato l'Associazione “Urania's Gardens”, come curatrice del progetto internazionale Gargling Sky presso la Pinacoteca di Gergeri,Creta, dove è presente tra gli altri artisti l'opera di Angioletta De Nitto, giovane artista della Primo Piano LivinGallery. Il tema che unifica i vari linguaggi nella mostra “Gaia: Celestial fragments”, e' quello legato alla ricerca sulle varie forme di trasformazione dei materiali, ai confini tra organico e tecnologico, tra ambientale ed urbano, tra natura ed artificio, tra mutazione e ibridazione. In maniera ampia, il progetto esplora anche i problemi della trasformazione del territorio, l'importanza dell'ambiente, le relazioni tra la bio-etica, la biologia, l'astronomia, le mappe astrali e la bio genetica. Al ciclo di vita e alla metamorfosi dei materiali, le opere ¡°appese al chiodo¡± di Shura Baggio (Pordenone, 1976), che ricicla pagine pubblicitarie per comporre strani tableau con concetti legati alla natura, alla realt¨¤ e alla forma, in una sorta di mappa astrale tridimensionale. In una dimensione sensoriale e comunicativa l'installazione in metallo e sonora “Bridal Shower” dell'americana Emily Biondo, dove gli osservatori sono costretti a chinarsi e curvare un orecchio al narratore surrogato all'interno dell'installazione, come se ricevessero una confessione bisbigliata o informazioni segrete. L¡'installazione esplora il livello dell'importanza delle informazioni che noi sentiamo. Paesaggi astrali e liquidi nelle pitture dell'americana Elinore Bucholtz; terra e cielo nei polittici pittorici a luce wood dell'italiana Leonilde Carabba con le opere dal titolo “Tra galassie e praterie. Nuova tappa del Matrimonio Mistico tra Terra e Cielo”. “Transition” è il titolo del video di Ane Fabricius Christiansen (Danimarca 1978) che dimostra il ciclo di vita di una brocca in ceramica immersa nell¡¯acqua e che lentamente si dissolve nel giro di 19 minuti. Il video documenta il ritorno di un oggetto comune al suo stato originale attraverso la sua interazione con acqua. “La coppia nell'aquila”, parte della serie delle Meduse Cosmiche della pugliese Angioletta De Nitto, un polittico di 4 pitture ad olio su tela e strass che rappresentano la costellazione dell'aquila. Ai cicli biologici della Terra, al problema di trasformazione del territorio dovuto alla desertificazione ambientale, le opere pittoriche di Anne Desfour (Francia, 1965) e la canadese Mary Jane Jessen presente con il dittico pittorico “The Three Bears/I tre orsi”, documentandone con studi e immagini la presenza delle tracce lasciate dagli orsi nella natura e che grazie alla conservazione naturale del terreno, sono giunte sino a noi. Tra mutazione e ibridazione l'installazione “Greaenfeast” di Polyxene Kasda, composta da 6 strips in pvc con disegni sul mantra di rigenerazione della natura. L'opera è composta da una serie di “Doodling”, progetto iniziato nel 1985 ed elaborato e riportato su queste grandi stele colorate. Sugli abissi le opere pittoriche della californiana Barbara Kolo, che riflette sulla luce prodotta da bioluminescenze, una reazione chimica presente nel corpo creature abissali. Maree e fasi lunari nelle opere del messicano Davy Krux. Natura e artificio nelle opere di Iginio Iurilli, uno degli artisti di punta nel panorama pugliese, che da anni lavora sul mondo marino e presente in mostra con mitili e cozze a grandezza smisurata, perfettamente identici ai frutti di mare presenti nel mediterraneo e con fiori e vulve marine realizzate con pigmenti colorati, esaltando una forma neo barocca e virtuosa. Sulla perdita delle dimensioni reali, le fotografie in bianco e nero della cinese Yee-Ling Tang, residente ad Amsterdam, che affronta e confronta i temi della percezione e delle dinamiche all'interno di contesti sociali. Come un esercizio surrealista, l'artista manipola e duplica luoghi e persone, ingrandendoli o rimpicciolendoli, sino a farne perdere le concezione del tempo, rappresentando la fragilità intrinseca ad ogni visione stereotipata. “Gone with the wind” è il titolo della fotografia realizzata da Marisa Manuzzato, italiana, residente in Venezuela. Su un alta collina, una donna regge una sorta di cancello di ferro, mentre i fulmini si avvicinano e lo spazio diventa surreale. Simboliche e fortemente evocative le stampe digitali dell'americana Joan Proudman, che attraverso il mito, rappresenta con simboli ed animali allegorici, l'elemento della Terra e dell'acqua. Con la tecnica dell'encausto e della cera, l'americana Christine Sajecki, racconta di storie urbane, di amori, di lavoro duro. Nelle sue opere una fitta nebbia, sembra celare l'indifferenza, il rancore, la rabbia. Un ambiente paraffinato,una umanit¨¤ stereotipata, filtra fuori dai suoi lavori. Con “Si salvi chi può” la grande installazione aliena del pugliese Vito Sardano, presente con un progetto che ha avuto inizio nel 2004 e terminato nel 2010, che rappresenta il pianeta Marte ed i suoi strani abitanti , una serie di piccoli omini che indossano tute dorate e abbracciano pistole giocattolo. Sempre sul mondo alieno e gli abitanti del cosmo “Small night magic”, l'installazione di 12 opere digitali dell'italiana Maria Luisa Imperiali, che rappresenta una serie di piccoli alieni accovacciati in strane navicelle spaziali trasparenti a forma di cono. L'installazione è completata da grandi massi in poliestere espanso e da un trasmettitore tipo satellitare, composto da una serie di cilindri e meccanismi colorati, che l'artista definisce “Global Comunication” e lo identifica con un numero seriale che si ripete in quasi tutte le sue opere, come a dimostrare la serialità dovuta alla globalizzazione. Sulla percezione e la tensione di un luogo, sul senso profondo dell'accadimento, dell'annebbiamento dei confini, sull'effetto prismatico dei colori che si riflettono nella luce e sull'energia è concentrata la recente ricerca pittorica dell'americano Ben Steele.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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