Bilancio 2009 a Nardò: il Consiglio di Stato accoglie l'appello

La vicenda si riferisce al mancato rispetto del termine previsto per la messa a disposizione degli atti a favore dei consiglieri comunali

Ribaltata la sentenza del Tar di Lecce. La Quinta Sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza n. 4138/2010 ha accolto il ricorso in appello proposto dai consiglieri comunali di Nardò Salvatore Donadei, Oronzo Capoti e Totuccio Calabrese, rappresentati dall’avvocato Luciano Ancora, del foro di Lecce e concernente il Bilancio di previsione, esercizio finanziario 2009-2011. La vicenda risale all'ottobre 2009 e si riferisce al mancato rispetto del termine previsto per la messa a disposizione di atti in favore dei consiglieri comunali appellanti, ai quali fu impedito di consultare la documentazione. Il supremo consesso di giustizia amministrativa ha ritenuto sussistere i presupposti richiesti dalla legge per concedere in via definitiva la tutela cautelare, richiesta dai ricorrenti e negata in primo grado dal Tar di Lecce. “Tale determinazione del Consiglio di Stato – si legge nel comunicato dei consiglieri – decreta in maniera clamorosa ed evidente l’assoluta illegittimità della condotta tenuta dall’Amministrazione Comunale di Nardò (…) senza che la maggioranza-brancaleone guidata da Vaglio si facesse in una qualche misura purchessia venire il dubbio sulla bontà delle ragioni espresse dalla minoranza. “Non possiamo, in questo momento di sincera soddisfazione per gli interessi dei quali siamo portatori nella nostra qualità di consiglieri comunali, non ricordare con rammarico quanti colleghi del Consiglio Comunale, pure persuasi della bontà di tale iniziativa da sempre, abbiano medio tempore scelto di non sostenere attivamente e da protagonisti la stessa”. Poi l'affondo: “Le conseguenze tecniche di tale ulteriore batosta per l’amministrazione Vaglio, dopo la sonora bocciatura del Bilancio, strumento tecnico-politico per antonomasia di qualsivoglia amministrazione, decretata dal Consiglio, le lasciamo a chi di dovere. Ciò che, invece, abbiamo il dovere, morale prima ancora che politico, di sottolineare e di denunciare alla città, è l’ulteriore fallimento politico di questa gestione, per cui invitiamo il Sindaco Vaglio a prenderne atto, con tutte le conseguenze che ne derivano”.

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