Ali Orgen libero: no all’estradizione in Turchia

E' nato il “Comitato di solidarietà ad Alì Orgen”, curdo arrestato a Taranto su mandato di un tribunale turco. Radio Popolare Salento si mobilita

In un comunicato la redazione di “RadioPopolare Salento/PopolareNetwork” fa sapere che associazioni, sindacati, partiti e singoli cittadini si stanno mobilitando per solidarizzare con Alì Orgen, il ragazzo curdo arrestato dalla Questura di Taranto su mandato di un tribunale Turco il 18 agosto scorso, che adesso rischia l’estradizione nelle prigioni della Turchia. “Non si può capire l’arresto e la richiesta di estradizione di Ali Orgen se non parliamo del Kurdistan – recita il comunicato – un paese negato che invece ha un suo popolo, suoi confini, una sua lingua, una sua cultura. Un paese di quaranta milioni di persone che ha subìto e subisce il genocidio perpetrato da quegli stati che, come la Turchia, ma anche l’Iran, l’Iraq e la Siria, ne occupano le terre e ne vogliono distruggere la storia. Ali Orgen è di Bismil. Quotidianamente la Turchia, paese occupante, incarcera, tortura, ammazza, usa armi chimiche, reprime tutti i curdi che lottano per l’indipendenza e per la creazione di una società nuova. Per il solo fatto di parlare il curdo, si rischia la prigione. Ogni formazione politica curda è bandita. Del resto, Amnesty International e altre 'ong', giuristi democratici, parlamentari di tutto il mondo, hanno denunciato e denunciano ripetutamente questo sistema repressivo turco nei confronti dei curdi. Ali Orgen ha scelto come tanti altri curdi di manifestare e lottare per la liberazione del proprio popolo, il riconoscimento dei suoi diritti e l’indipendenza dallo Stato turco. Per questo, nel novembre del ’96 è stato arrestato. Dopo tre anni di carcere duro, in cui è ripetutamente torturato, è condannato a morte, benché non sia mai stato accusato di alcun fatto di sangue. La condanna è poi tramutata in ergastolo e poi in sei anni di reclusione. È un processo farsa, che si svolge senza un avvocato difensore. Al momento della condanna, ad Ali manca da scontare un residuo di pena, ma gli è abbuonato. Dal 2003 Ali vive in Italia. Ha scelto di vivere a Taranto, città in cui ha sempre lavorato e in cui ha creato solide e molteplici relazioni sociali. Da un paio d’anni aveva aperto un phone center, il primo della città, per permettere a tutti gli stranieri di chiamare a prezzi modici nei propri paesi. Il centro, ribattezzato 'Alicenter', è diventato un punto di riferimento per tutti i migranti di Taranto e provincia. Nel 2005, in sua assenza, il processo è riaperto, e in base alla riforma del codice penale turco, è condannato a scontare quel presunto residuo. Quando quest’anno richiede un nuovo passaporto turco per rinnovare il permesso di soggiorno, per tutta risposta insieme al diniego arriva la richiesta di estradizione. La mattina del 18 agosto Ali è arrestato. Su di lui pende una richiesta di estradizione totalmente ingiustificata. Ali rischia di finire nelle carceri turche, in cui perdurano le torture, in cui i curdi sono detenuti in condizioni disumane e spesso vengono uccisi. Questo è Ali Orgen. Non quello dipinto come un 'terrorista' dai mass media imbeccati dalle note dell’Interpol e dell’Ucigos, silenziosi complici, insieme al governo italiano, del sistema repressivo turco. Per ulteriore chiarezza ribadiamo che Ali Orgen non è affatto coinvolto nell’inchiesta sul cosiddetto 'terrorismo curdo' in Italia, che peraltro si è conclusa in un a di fatto, né su questo si basa la sua richiesta di estradizione. Negli anni novanta, Ali è stato vittima di un processo ingiusto. Oggi è vittima di un’ingiusta richiesta di estradizione che si basa sull’assurda applicazione di una nuova legge liberticida. Per questi motivi è nato il Comitato di Solidarietà ad Ali Orgen. Questo comitato porrà in essere una serie d’iniziative pubbliche per la sua scarcerazione e invita i singoli cittadini e tutte le organizzazioni che sostengono i diritti umani e i diritti dei popoli ad attivarsi per sostenere questa causa e per impedire l’estradizione”. Su questa vicenda “RadioPopolare Salento/PopolareNetwork” ha realizzato uno “speciale” che può essere ascoltato e “scaricato” dal sito www.radiopopolaresalento.it. “RadioPopolare Salento/PopolareNetwork” può, inoltre, essere ascoltata sui 93.5 mhz (Lecce) e sui 107.3 mhz (Taranto). Info su http://comitatodisolidarietadaliorgen.blogspot.com/

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