Emergenza nazionale buche: killer sulle strade

Chi controlla il rifacimento del manto stradale? Se lo chiede Giovanni D’agata Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”

Ogni anno in Italia si verificano migliaia di incidenti mortali dovuti per la gran parte alla velocità, all’imprudenza ed imperizia degli automobilisti, ma si calcola che un buon 30 % siano direttamente causati dallo stato delle strade ed in particolare dalla presenza di buche su di esse. Gli enti preposti spendono per il rifacimento della rete stradale consistenti quote dei propri bilanci, un vero e proprio businness per le migliaia di ditte del settore, ma è sufficiente una semplice verifica empirica – anche se sul punto sono state condotte già approfondite inchieste giornalistiche – per appurare che molto spesso i lavori di miglioramento e ripristino del “tappetino” d’asfalto lasciano a dir poco a desiderare, dimostrando la loro palese provvisorietà o comunque la tendenza al “risparmio” sulla qualità e lo spessore dello stato d’asfalto che dopo pochi mesi e alle prime piogge si sgretola come se non fosse mai stato steso. Se tutti i lavori fossero fatti a regola d’arte e rispettando le norme tecniche, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, le nostre strade non si presenterebbero come delle insidiose “groviere” causa di migliaia di sinistri stradali e si avrebbe una riduzione consistente dei costi sociali che raggiungono, oggi, livelli impressionanti. Giovanni D’Agata, si chiede, dunque, se allo stato, i controlli sui lavori di rifacimento siano puntuali ed invita gli enti proprietari delle strade e gli uffici preposti a procedere a verifiche accurate e costanti.

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