A Casarano, la scultura sonora di Antonio De Luca

Da oggi fino al 24, è di scena “Suonare luoghi”, l'ultimo progetto dell'artista che mette in relazione forma, materia e spazio sonoro

“Suonare luoghi” è il titolo dell'ultimo progetto di Antonio De Luca, scultore sonoro impegnato dal 1995 in un lavoro che mette in relazione la ricerca tra suono, forma, materia e spazio sonoro, con le tematiche più articolate del world soundscape project e dell'ecologia della musica. La natura contestuale di questo lavoro, alla continua ricerca di luoghi risonanti, si confronta ogni volta con spazi dalle caratteristiche acustiche differenti, vecchie chiese, torri, cave, frantoi, discariche, luoghi di margine e in abbandono, disegnando una mappa disseminata di “luoghi d'ascolto” estesa su tutto il territorio nazionale. Crea sculture ed installazioni sonore dove l’ascoltatore è chiamato ad una nuova e profonda esperienza d’ascolto. Lo spazio individuato dall’artista, nell’ambito della rassegna estiva “Casarano Città Contemporanea” dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Casarano, è il frantoio ipogeo di proprietà della famiglia Accogli, in via Pendino (centro antico). In questo luogo antico e magico è stata allestita (questa sera, ore 21) la performance di De Luca, che verrà ripetuta ogni sera fino al 24 agosto (sessioni d'ascolto ore 21.30 – 22.30). “Ho cominciato ad addentrarmi nel suono della materia – spiega l’artista – indagandone le relazioni con la forma e lo spazio sonoro, a riportare il suono alla sua dimensione fisico-poetica, come la più sottile delle sculture possibili, a immaginare l'eco come ombra del suono. Penso al suono come a una densità transitoria, come un aver luogo del tempo; curo l'esperienza dell'ascolto come pratica di relazione creativa con i luoghi. Come inedita possibilità di ascoltare il luogo, di abitarlo poeticamente”.

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