A Specchia per la “Festa dei Migranti”

L'evento è dedicato ai migliaia i pugliesi, che nell’immediato dopoguerra, sono partiti con umili valigie piene di sogni e speranze

L'Associazione Italiani nel Mondo – Sezione di Specchia comunica che, in occasione della “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo”, nella cittadina salentina si svolgerà la “Decima Festa degli emigranti di ieri e di oggi”. Il programma dell’iniziativa prevede alle ore 20 di lunedì 9 agosto, nella Villa Comunale nei pressi del monumento dedicato all’Emigrante, si svolgerà la celebrazione della Santa Messa, concelebrata da Don Stefano Ancora, Parroco di Specchia e da Don Antonio Coluccia. Dalle ore 20.45 si svolgerà un incontro, condotto da Francesca Ruppi, e dopo i saluti introduttivi di Fernando Villani, Presidente Associazione Italiani nel Mondo di Specchia e l’Ing. Antonio Biasco, Sindaco di Specchia, alle ore 21.15 si svolgerà la Proiezione del Film “Emigranti” realizzato da Mario Tani e Domenico Rodolfo. Al termine interverranno: il Prof. Leonardo La Puma, Sindaco di Presicce, il Dott. Daniele Capone, Sindaco di Surbo, il Dott. Giovanni Genchi, Dirigente Settore Pugliesi nel Mondo della Regione Puglia e il Dott. Antonio Gabellone, Presidente Provincia di Lecce. Dalle ore 22.00, la serata sarà rallegrata grazie all’intrattenimento musicale con Antonio Pepe, vincitore de “La Corrida”, trasmissione di Canale 5. Sarà inoltre possibile visitare, presso la Villa Comunale, una Mostra Fotografica sull'Emigrazione che dal 10 al 20 agosto, sarà trasferita presso Palazzo Risolo, in Piazza del Popolo. Sempre presso la Villa Comunale dal 2006 è collocato un monumento bronzeo dedicato agli emigranti, realizzato dal Maestro Giovanni Scupola, una significativa iniziativa, per ricordare un fenomeno che ha inciso nel tessuto sociale del nostro Paese, sia dal punto di vista demografico che da quello economico. L’8 agosto è stata la “Giornata nazionale del sacrificio e del lavoro italiano nel mondo” sono migliaia i pugliesi, che nell’immediato dopoguerra, con delle umili valigie piene di sogni e speranze, sono partiti per raggiungere i Paesi d’oltralpe o d’oltreoceano e purtroppo alcuni di essi non sono più tornati. L’8 agosto 1956, infatti, uno scoppio nella miniera di carbone del “Bois du Cazier” a Marcinelle, sobborgo operaio di Charleroi in Belgio, procurò la morte a 262 minatori, 136 dei quali provenienti dalle nostre regioni, in gran parte da Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto. Ben 40 delle vittime provenivano da Manopello un piccolo paese abruzzese in provincia di Chieti. Quel terribile evento costrinse l'Italia a prendere coscienza delle penose condizioni nelle quali versavano i nostri connazionali, costretti a lavorare, lontani dai propri affetti, tra mille rischi ed innumerevoli disagi, nelle viscere della terra. Ad oltre cinquanta anni, in tutta Italia sono previste numerose cerimonie per commemorare quella tragedia e celebrare quella che è diventata la giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, a testimonianza di una più profonda attenzione sociale ed istituzionale per le condizioni di quanti emigrano per necessità dalle terre d'origine.

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