La Premiata Forneria Marconi a Copertino

Sergio Caputo, Wim Mertens, Pfm e Stefano Bollani protagonisti del Festival Suono dal Salento 2010

Grandi nomi della musica nazionale ed internazionale e grandi concerti per la XII edizione del Festival Suono dal Salento, in scena fino al 21 agosto a Lecce e Copertino. L'evento é patrocinato da Provincia di Lecce. Per ciò che concerne il programma, oggi, la Premiata Forneria Marconi si esibirà a Copertino in Piazza del Popolo; il 21 agosto invece, sarà la volta di Stefano Bollani e i Visionari, a Lecce, in Piazza Libertini Il programma quest’anno é stato in grado di offrire proposte diverse spaziando tra vari e raffinati generi musicali, dal rock della Pfm al sublime pianoforte di Wim Mertens e di Stefano Bollani. E' stato lo swing allegro e festoso di Sergio Caputo ad aprire il ciclo dei concerti estivi legati alla XII edizione del Festival Suono dal Salento, organizzato da Mad Management a Copertino e Lecce. Il suo stile inconfondibile vede mescolate insieme al suo interno (in modo sempre nuovo e imprevedibile) le peculiarità di più linguaggi musicali, spaziando da sequenze ritmiche jazzistiche a ritmi dal sapore latino-americano e a riff e frasi più marcatamente rock. Il tutto, poi, reinterpretato alla luce del suo personalissimo bagaglio culturale, permeato da un uso insolito e innovativo di espressioni letterali che a loro volta traggono spunto dal vissuto quotidiano e dalle nevrosi metropolitane: la sua ultima fatica da performer, “La notte è un pazzo con le mèches” (2009), è un imperdibile e spumeggiante mosaico sonoro che conquista al primo ascolto un pubblico dal gusto raffinato. Per il secondo appuntamento leccese del festival, protagonista assoluto è stato un celebratissimo maestro della scena musicale classica contemporanea: il pianista – compositore belga Wim Mertens. Autore di capolavori ormai immortali come “Maximizing the Audience” e la famosissima “Struggle for Pleasure”, Mertens è annoverato tra i massimi esponenti, dal finire degli anni ‘70 in poi, della fortunatissima corrente musicale conosciuta in tutto il mondo con il nome di “Minimalismo”. Si è distinto inoltre per l’altissimo livello qualitativo delle sue composizioni, in una continua ed efficace esplorazione dei propri mezzi tecnici, lasciando però dietro di sé sempre ben evidente una traccia del suo stile di partenza e dando così origine ad un riuscitissimo ed accattivante mix creativo costruito su strutture “ambient”, suggestioni melodiche e soluzioni più chiaramente legate all’avanguardia. Oggi, invece, la rassegna “Suono dal Salento” si arricchisce ulteriormente grazie alla presenza sul palco di una band ormai destinata all’Empireo delle formazioni musicali italiane: la PFM. Dietro l’ormai celebre acronimo si cela il nome (Premiata Forneria Marconi) ed il prestigio di un gruppo che, ormai prossimo al traguardo dei 40 anni di attività, non ha perduto un solo briciolo dello smalto iniziale ma al contrario ha visto evolvere in continuazione il proprio stile offrendo al pubblico delle esibizioni straordinarie, sempre caratterizzate da un altissimo livello tecnico accompagnato da una squisita sensibilità musicale. Definire in modo univoco i canoni stilistici della PFM è impresa pressoché impossibile dal momento che il gruppo ha dato vita ad un prodotto finale unico, influenzato e percorso da svariati generi, partendo da un impianto di base tipicamente “rock progressive” fino a risalire comprendendo gli influssi dei grandi nomi della canzone d’autore italiana e internazionale (Mina, Fabrizio De Andrè, King Crimson). Il 21 agosto infine si ritorna a Lecce (in Piazza Libertini) per assistere all’esibizione del grande compositore-pianista Stefano Bollani, in questa occasione non in veste solista ma in quintetto con l’eccellente compagine de “I Visionari” con cui Bollani ha realizzato numerosi tour in Italia e all’estero, finendo per consacrare tale collaborazione nell’esperienza discografica omonima del 2006. La “band” si caratterizza innanzitutto per la sua indefinibilità; in apparenza paradossale, tale “etichetta” aiuta meglio a comprendere i luoghi sonori in cui sono soliti avventurarsi il giovane Maestro milanese (classe 1972) e compagni: si parte da una chiara matrice jazz subito espansa ed arricchita con canoni di provenienza classica (Prokofiev, in primissimo luogo), catturati e analizzati sotto una luce più ironica, dall’evidente sapore teatrale e dal forte impatto scenico, dove il sacro costantemente si “bagna” e si mescola con il profano. www.suonodalsalento.com

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