Preso l'autore del furto con “buco” alla gioielleria di Squinzano

Secondo le indagini, Jonata Stea aveva già effettuato un “sopralluogo” recandosi presso il negozio e fingendo interesse per un anello

Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Lecce, nelle prime ore della mattinata, hanno arrestato, a Brindisi, Jonata Stea, ventenne pregiudicato, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Lecce per il reato di furto pluriaggravato. A suo carico sono stati raccolti gravi e concordanti indizi di colpevolezza per il furto commesso nella notte del 12 luglio a Squinzano ai danni della gioielleria “Frara Preziosi”. In quest'ultima circostanza, Stea, dopo aver praticato un foro nel muro della gioielleria, passando da un appartamento confinante disabitato a causa di lavori di ristrutturazione, si era introdotto nell’esercizio impossessandosi di gioielli e preziosi. Le immediate indagini svolte dal personale della Squadra Mobile intervenuta a seguito della scoperta del furto da parte dei titolari del negozio e grazie alla visione delle immagini registrate dal sistema di ripresa a circuito chiuso, hanno consentito di individuare lo scassinatore, nonostante il fatto che lo stesso avesse agito con il volto parzialmente coperto con un cappuccio. Nel corso delle conseguenti perquisizioni domiciliari, effettuate unitamente a personale della Squadra Mobile di Brindisi, era stata recuperata tutta la consistente refurtiva, oltre che gli attrezzi effrattori utilizzati per praticare il foro. Le indagini avevano consentito in particolare di accertare che Stea, alcuni giorni prima, aveva effettuato un “sopralluogo” nella gioielleria: infatti, fattosi accompagnare da alcuni amici, aveva simulato l’interesse per l’acquisto di un anello. Singolare è stata anche la circostanza che il malfattore, oltre ai gioielli aveva portato via anche uno dei videoregistratori dell’impianto a circuito chiuso di cui era dotato l’esercizio commerciale, al fine di evitare la visione delle immagini del furto da parte della polizia, ritenendolo l’unico. Riguardo alla propensione a delinquere dell’arrestato, va infine sottolineato il fatto che, nel corso delle perquisizioni effettuate dopo il furto, Stea era stato trovato in possesso di una carta di identità intestata ad altra persona con apposta la sua fotografia, che è stata poi sequestrata. Al riguardo, sono in corso indagini al fine di verificare l’eventuale utilizzo in attività illecite del documento di identità del quale il proprietario aveva denunciato lo smarrimento.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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