“L'acqua non si vende”, parola dei pugliesi

Oltre un milione e quattrocento mila le firme a sostegno della campagna referendaria sull'acqua pubblica. Di queste 101mila sono pugliesi

Sono più di un milione e quattrocento mila le firme depositate in Cassazione il 19 luglio a Roma per la campagna referendaria “l’Acqua non si vende”. Di queste 101 mila sono di cittadini pugliesi e ben 11025 di cittadini della Provincia di Brindisi. Grande la soddisfazione del Comitato provinciale “Acqua Bene Comune” di Brindisi che parla di “un risultato straordinario ottenuto in tutta Italia così come in Provincia di Brindisi dove 11025 cittadini hanno scritto il loro nome per affermare che l’acqua è un bene comune e un diritto umano inalienabile, che i beni comuni vanno gestiti fuori dalla logica del profitto, che la democrazia è partecipazione e non decisioni prese in ristretti comitati d’affari”. Il merito è dei cittadini pugliesi che hanno fatto la fila ai banchetti in questi tre mesi dando vita ad un vasto movimento di popolo, ma un plauso va ai volontari che nella prima fase della campagna hanno raccolto, informato e sensibilizzato, e nella seconda verificato la correttezza ed effettuato tutte le operazioni necessarie alla certificazione, dimostrando che responsabilità, collaborazione e sacrificio sono vocaboli ancora vivi sulla scena pubblica. Su queste ottime basi, forti della rete di attivisti e volontari creatasi nella Provincia di Brindisi (così come nel resto d'Italia ) ci apprestiamo ad una seconda fase, in autunno e nella prossima primavera, di intensa campagna referendaria per portare oltre 25 milioni di italiani al voto per difendere l'acqua pubblica.

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