Quali le condizioni di Punta Pizzo a Gallipoli?

Per Sinistra e Libertà, le pinete litorali sono disseminate di rifiuti come tutto il territorio. Nelle aree costiere del parco, il parcheggio e il transito dei veicoli non ha regole

Sulla travagliata vicenda dell'istituzione del parco naturale, la Corte di Cassazione, a novembre 2009, ha messo il punto definitivo e il parco è stato riconosciuto come area giuridicamente protetta da vincolo paesaggistico. La contesa con i soggetti privati che avevano interessi edilizi sull’area è stata risolta in favore della nascita del parco. Il Tar di Lecce, investito dai ricorsi, non è competente rispetto alla potestà legislativa della Regione. “L‘approvazione da parte della Giunta Vendola della L.R. 20/2006 di istituzione del Parco Naturale Regionale ‘Isola di S.Andrea – Litorale di Punta Pizzo’ è stato il punto di arrivo di una lunga battaglia per la difesa del cuore verde del nostro territorio dalla minaccia costante della speculazione e della cementificazione”. Scrive così, in un comunicato, il coordinamento gallipolino di Sinistra e Libertà. Ma, dopo un punto di arrivo, è necessario ripartire, considerando la tutela delle valenze naturalistiche, paesaggistiche e storico-architettoniche presenti nel Parco; la creazione di una più solida e ampia sensibilità ambientale diffusa e non da ultimi la destagionalizzazione dell’offerta turistica e il lavoro. “Lo scenario di oggi” –secondo Sel Gallipoli-, “a cinque anni dall’istituzione del Parco, parla a chiare lettere di un fallimento totale della gestione dell’area protetta, caratterizzata da tutte le peggiori attitudini che la coppia di fatto Barba-Venneri ha ampiamente dimostrato di avere nella gestione della città: indolenza, latitanza, lentezza, 'nepotismo', approssimazione e incompetenza”. E allora, può il parco sostenere una nuova stagione turistica definita “senza regole e freni?”. A Sinistra e Libertà fanno l’elenco di ciò che non funziona: “le pinete litorali (e non solo) sono come al solito disseminate di rifiuti come del resto tutto il territorio e la città. Nelle aree costiere del Parco il parcheggio e il transito dei veicoli non ha regole e limiti, si segue il solito modello dello spontaneismo disorganizzato e abusivo. Non esiste nessuna struttura informativa o di promozione e se l’eventuale turista non è ben attento magari neanche si accorge dell’esistenza di un’area naturale protetta. Ritorna, nell’indifferenza dell’amministrazione, anche la piaga degli incendi dolosi che corrono indisturbati in lungo e largo in un Parco privo di vigilanza. Le iniziative di effettiva tutela delle valenze naturalistiche sono quasi del tutto inesistenti e le poche iniziative prese sono sempre al traino di altre realtà che fanno da capofila”. Si lamenta, in sostanza la mancanza di prospettive e programmazione. È tempo di predisporre una programmazione per decollo definitivo dell’area, con il coinvolgimento della popolazione. Emblematico per il coordinamento è il mistero del logo del Parco. “Esiste, non esiste? Se si, chi l’ha disegnato e quanto ci è costato? Non sarebbe stato meglio coinvolgere la popolazione scolastica della città per innescare un processo di appartenenza identitaria? Nepotismo e clientelismi devono lasciare spazio alla valorizzazione dei soggetti, delle competenze e delle associazioni che nella nostra città non mancano e che sempre si sono spese per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione di questa risorsa territoriale”. Infine una stoccata per l’Autorità di Gestione: “mentre altre aree protette regionali hanno già da tempo il Piano di Gestione approvato e sono quindi in prima fila nell’intercettazione dei prossimi fondi Por, in questi quattro anni l’Autorità di Gestione istituita dal Sindaco Venneri è rimasta ferma al palo, come se la faccenda 'Parco' fosse iniziata e finita con la semplice assegnazione della poltrona. L’Autorità di Gestione dovrebbe prendere atto del fallimento e fare un passo indietro, oppure uscire dal torpore e dall’indolenza in cui si barcamena dall’inizio del suo incarico e inaugurare una stagione fatta di attiva programmazione e azioni condivise. Intanto chiediamo che vengano attivate le più urgenti misure d’emergenza che salvaguardino l’integrità dell’area naturale protetta, quali la vigilanza antincendio, l’interdizione del traffico e della sosta nelle pinete litorali, la pulizia e la rimozione delle micro-discariche presenti in tutta l’area del parco, l’interdizione delle pratiche abusive di parcheggio”.

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