Gallipoli: due denunce per reati di frode alimentare

Continuano i controlli finalizzati a contrastare le truffe alimentari e le carenze igienico-sanitarie in ristoranti, fast food e bar.

Ieri sera, i Carabinieri della Compagnia di Gallipoli, in collaborazione con i militari del Nas di Lecce, hanno svolto una serie di attività di monitoraggio che hanno interessato 3 ristoranti gallipolini e 2 bar. Questa attività, si inserisce in operazioni di controllo di più ampio respiro su tutto il territorio gallipolino, iniziate già nei giorni scorsi e che si concludernno al termine della stagione estiva. Il monitoraggio ha permesso di far emergere alcune violazioni amministrative e penali. Nello specifico, le condizioni strutturali di alcuni locali sono state ritenute non idonee. In due casi, i gestori sono stati denunciati in stato di libertà, uno per tentata frode in commercio, e un altro per il cattivo stato di conservazione di alcuni alimenti presenti nei frigoriferi del locale commerciale dallo stesso gestito. Per la tentata frode in commercio, il gestore di un bar aveva omesso di indicare, anche semplicemente con un biglietto visibile ai clienti, lo stato fisico iniziale dei prodotti messi in vendita: alcuni rustici, congelati all’origine, erano infatti venduti come freschi e indicati come prodotti giornalmente. Nel secondo caso, i militari hanno rinvenuto all’interno di un frigorifero deputato alla conservazione dei prodotti da servire sulle tavole dei clienti, 6 chilogrammi di calamari e polpo tagliati, nonché 2,5 chili di scampi congelati, senza però aver seguito la prevista procedura di abbattimento delle temperature. I calamari ed i polpi erano stati, infatti, prima decongelati, poi lavorati e tagliati per la frittura, e, successivamente, ricongelati in blocchi. Gli scampi, invece, acquistati direttamente dai pescatori locali come freschi, erano stati congelati tramite un mezzo inidoneo. Tali prodotti sono stati pertanto sottoposti a sequestro probatorio. Durante i controlli sono state comminate contravvenzioni per un ammontare di circa 5.000 euro.

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