Lecce. Il rimpasto si allontana

L’Udc solleva un dubbio sul numero di assessori e presenta alla Camera un ordine del giorno secondo il quale la squadra di Perrone dovrebbe essere composta da undici nomi

Sembrava fatta ed invece un nuovo ostacolo si è intromesso sulla via del rimpasto di Giunta tanto pensato da Paolo Perrone, primo cittadino di Lecce. Può il sindaco portare il numero di assessori da undici a 14? La domanda è stata sollevata dall’Udc che attraverso Pierluigi Mantini ha presentato alla Camera, a Roma, un ordine del giorno in cui si sostiene che il nuovo rapporto tra consiglieri ed assessori va applicato anche in quelle amministrazioni che hanno già abbassato il numero di componenti della propria Giunta. Come nel caso di Lecce, che si è ritrovata con nove assessori in seguito alle dimissioni di Roberto Marti, eletto consigliere regionale, e l’espulsione, avvenuta più di un anno fa, dei tre assessori di Io Sud, Adriana Poli Bortone, Severo Martini e Luciano Battista. La legge cui l’Udc fa riferimento, la n.42 del 2010, dispone una riduzione del 20% del numero dei consiglieri comunali e provinciali a partire dal 2011 per tutti gli enti che siano al rinnovo e fissa gli assessori comunali e provinciali rispettivamente ad un quarto dei consiglieri comunali e ad un quarto dei consiglieri provinciali. Tradotto ed applicato al “caso Lecce”: undici assessori. Ciò significa che il sindaco avrebbe da assegnare solo due poltrone e che pertanto i difficili equilibri faticosamente raggiunti potrebbero nuovamente saltare in aria. La data del varo del Perrone bis sembra allontanarsi per l’ennesima volta. 29 giugno 2010 Perrone bis. Questione di ore Ci siamo quasi. Dovrebbe essere quella appena iniziata, infatti, la settimana decisiva per il varo della nuova giunta comunale leccese targata Paolo Perrone. Il tanto atteso rimpasto, discusso, pensato, elaborato ormai da più di un anno, ovvero da quando il primo cittadino cacciò dalla sua “squadra” Poli e poliani, fondatrice di Io Sud ed i suoi uomini più fidati, pare questione di giorni, se non addirittura di ore. Intanto gli equilibri sono cambiati e non di poco. Perrone negli scorsi mesi ha rosicchiato terreno alla ex sindaca ed è riuscito a fare in modo che spontaneamente raggiungessero la sua sponda nomi che per la lady della politica erano punti di riferimento, quello di Paolo Cairo in primis, il quale nei giorni scorsi ha fatto sapere di non avere più intenzione di fluttuare in territori-limbo e di voler fare ritorno lì dove era sempre stato, nel centrodestra, puntualizzando: da indipendente. A Severo Martini, altro uomo della Poli, Perrone ha promesso un assessorato e sebbene gli eterni aspiranti ad una poltrona in giunta storcano il naso e non gradiscano le decisione, il primo cittadino riga dritto facendo capire che la pedina sulla nuova scacchiera di gioco è praticamente già stata posizionata e da lì non si tocca. Resta da stabilire a chi assegnare le altre tre poltrone libere. Sembrano certi i nomi di Nunzia Brandi (per la quota rosa) e di Gaetano Messuti. Se così dovesse essere resterebbe da decidere chi far sedere nell’ultimo posto disponibile. Al momento se lo contendono Luigi Coclite (de “La Città”) e Damiano D’Autilia, al quale basterebbe ottenere la guida della società partecipata Alba Service. In tal caso sarebbero tutti felici e contenti e Perrone si potrebbe preparare con più serenità per le Amministrative del 2012.

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