Confindustria: si conclude l’era Montinari

Piero Montinari, presidente uscente di Confindustria Lecce, nell’assemblea di sabato scorso ha annunciato che non continuerà il suo mandato. A settembre il nuovo presidente

Ha deciso di abbandonare la poltrona di comando Piero Montinari, presidente uscente di Confindustria Lecce, che, come aveva già annunciato al momento del rinnovo del mandato, per motivi professionali e personali, ha dovuto interrompere il biennio di incarico in corso. “Rimarrò il tempo necessario affinché il passaggio alla nuova presidenza avvenga nella maniera più serena possibile”, ha annunciato durante l’assemblea generale dello scorso 26 giugno. Entro settembre si conoscerà pertanto il nome del prossimo presidente dell’associazione degli industriali. Dal momento del suo insediamento, il 27 gennaio 2006, Montinari si è trovato ad affrontare, da presidente di Confindustria, congiunture economiche non sempre facili. L’ultima di queste, e certamente la più impegnativa, è stata la crisi iniziata nel 2009, anno che verrà ricordato da tutti per le gravi difficoltà che l’hanno caratterizzato. Investire sulla spesa pubblica per risollevare l’economia. E’ stato questo l’imperativo degli ultimi due anni. E infatti, tornando sul progetto di ampliamento e ammodernamento della 275, si è detto stupito per il “grave ritardo con il quale si arriva a fare le cose nel nostro territorio”, fattore che ha certamente penalizzato la “nostra corsa allo sviluppo”. Conseguenza della crisi economico-finanziaria anche il “credit crunch” a danno delle imprese, a sostegno delle quali è scesa in campo Confindustria con accordi siglati con istituti bancari e con il rifinanziamento del Fondo di Garanzia per i prestiti di piccole e medie imprese. Nella sua relazione di commiato, Piero Montinari ha fatto un breve resoconto finale degli ultimi cinque anni di attività di Confindustria: dal ritardo nella realizzazione della strada statale 275 alla mancata cultura dell’internazionalizzazione nella mentalità salentina; dagli investimenti sulla formazione, leva indispensabile per favorire l’innovazione e lo sviluppo e per rendere competitive le imprese sui mercati internazionali, all’incontro tra scuole e mondo del lavoro; dal problema rifiuti, causato “dalla impossibilità delle amministrazioni locali ad emettere mandati di pagamento a favore delle imprese appaltatrici di lavori e servizi per difficoltà strutturali di bilancio”, al problema Asi-Aqp risolto con un accordo tra Confindustria Lecce ed Acquedotto Pugliese, scongiurando così la minaccia dell’interruzione della fornitura di acqua alle imprese salentine; dal gemellaggio con Confindustria Verona, costituito con l’obiettivo di far conoscere la locale realtà imprenditoriale, ai seminari di approfondimento e alle pubblicazioni della rivista di Confindustria Lecce. Questo e tanto altro è stato fatto, e “certamente si sarebbe potuto fare di più – ha concluso Montinari – ma Confindustria Lecce ha bisogno del cambiamento, di una spinta propulsiva capace di innescare nuove dinamiche e dare nuova linfa alle istanze delle imprese”. Nel corso dell’assemblea inoltre sono stati eletti probiviri Giacinto Urso, Fulvio Babbo, Alessandro Stasi, Armando Pedone, Alfredo Mannarini, Lucio Caprioli, Giorgio Petrachi, Sara Andriolo. Secondo lo Statuto confindustriale, i probiviri hanno il compito di dirimere eventuali controversie che potrebbero insorgere tra le componenti del sistema e che non si siano potute definire bonariamente. Sono inoltre chiamati a vigilare sulla rispondenza dei comportamenti degli associati al Codice Etico ed alle delibere confindustriali in materia di trasparenza, nonché a esprimere il proprio parere sui candidati alle cariche sociali. I probiviri per statuto durano in carica tre anni e sono rieleggibili senza limiti di mandato; al fine però di garantire la non coincidenza tra l'incarico dei probiviri e quello del presidente, l'assemblea ha votato, di prolungare a quattro anni l'incarico dei neo eletti, esclusivamente per questo mandato.

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