Riordino dei consultori, il no della Provincia

Il Consiglio Provinciale ha espresso il proprio dissenso alla delibera regionale 375 del 15 marzo 2010 in merito alla riduzione dei consultori presenti sul territorio

Lunedì scorso dal Consiglio Provinciale è emerso parere negativo in merito al riordino del sistema dei consultori proposto dalla Regione Puglia, con delibera 375 del 15 marzo 2010, che prevede una riduzioni dei consultori presenti sul territorio da 49 a 19. La proposta avanzata dalla Regione rientra all’interno di una politica di taglio delle spese, ma, a detta di Filomena d’Antini Solero, assessore provinciale alle politiche sociali, “realizza nei fatti una frantumazione dei servizi essenziali presenti sul nostro territorio. Passare da 49 consultori a soli 19 significa distruggere una rete di sicurezza ed assistenza sociali che, soprattutto in un contesto sociale debole come quello della nostra provincia, è necessaria per garantire la tutela dei soggetti più deboli”. Come si sa i consultori hanno un ruolo strategico per azioni di sostegno connesse alle politiche per la famiglia ed i minori, le politiche giovanili, e attraverso questo riordino saranno disattese le aspettative di chi, nel consultorio, ha visto un punto di riferimento affidabile. Nella stessa seduta il presidente della Provincia e l’intera giunta provinciale hanno dichiarato di farsi portavoce, ciascuno per quanto di competenza, affinché si adotti, all’interno del governo regionale, ogni utile misura che garantisca la presenza su tutto il territorio provinciale dei servizi consultoriali, non solo ginecologici ma anche psico sociali. “Tutti siamo consapevoli della opportunità di razionalizzare la spesa pubblica e di ridurre le spese superflue – ha aggiunto poi l’assessore D’Antini – però tale necessità deve essere soddisfatta certamente non calando dall’alto delle scelte di riorganizzazione effettuate senza tener conto delle effettive necessità che ogni singolo territorio esprime”. “Con questo provvedimento regionale – conclude infine Filomena D’Antini – assistiamo da un parte ad un potenziamento dei servizi ginecologici, dall’altro ad un depotenziamento dei servizi psico sociali, unico vero sostegno alle famiglie. Auspico che le ragioni del buon senso possano prevale su scelte autoritarie azzardate, incapaci di cogliere le reali aspettative dei cittadini”.

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