Lavoro nero. Ok della Commissione Lavoro all’indagine di Bellanova

L’auspicio della parlamentare salentina è che venga approvato anche il suo progetto di legge che propone di intervenire penalmente, introducendo un reato specifico

E’ stato approvato all’unanimità dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sui fenomeni distorsivi del mercato del lavoro (lavoro nero, caporalato e sfruttamento della manodopera straniera). “È con grande soddisfazione – ha commentato Teresa Bellanova, deputata salentina del Pd – che accogliamo l’approvazione all’unanimità di questo documento. I fenomeni di sfruttamento della manodopera sono assolutamente intollerabili, dal punto di vista umano, con gravi limitazioni alla libertà individuale nonché la negazione di fondamentali diritti sociali, e da quello economico e produttivo, visto che le imprese rispettose delle regole risultano penalizzate e che vengono sottratte, in questo modo, ingenti risorse fiscali e contributive”. La spinta innovativa dell’indagine presentata dalla Bellanova, riguarda l’approccio a tali fenomeni, che riconosce la rilevanza strategica assunta dalla manodopera straniera nell’attuale sistema economico e produttivo, e prospetta la necessità di semplificare le procedure per il rilascio del permesso di soggiorno in favore dei lavoratori stranieri regolarmente presenti sul territorio italiano, agevolando la tempistica e le relative procedure e mettendo, altresì, a disposizione delle imprese una quota di ingressi più rispondente ai bisogni delle stesse. Emerge inoltre la preoccupazione di rendere più costante e qualificata la presenza di lavoratori immigrati sul territorio, estendendo il periodo di soggiorno per ricerca di lavoro, in caso di sopravvenuta disoccupazione (oggi limitato a sei mesi), ricollegando la decorrenza di tale proroga non al giorno del licenziamento bensì a quello della scadenza del permesso di soggiorno. Essenziale a tale riguardo risulta l’avvio di politiche sociali di integrazione adeguate, riguardanti gli alloggi, la formazione linguistica e scolastica, nell’ambito delle quali gli enti locali dovrebbero assurgere al ruolo di effettivi protagonisti. Allo scopo poi di contrastare il fenomeno del caporalato, viene evidenziata la necessità di aumentare la protezione sociale di coloro che risultano soggetti a sfruttamento da parte dei cosiddetti caporali, ad esempio attraverso il riconoscimento del permesso di soggiorno in caso di denuncia dei loro persecutori (mediante l’applicazione dell’articolo 18 del Testo unico sull’immigrazione). “Ed è proprio per far fronte ai casi più gravi di sfruttamento della manodopera – conclude Bellanova – che ho presentato anche un progetto di legge che propone di intervenire penalmente, introducendo un reato specifico per tali fattispecie, a conferma dell’idea che il fenomeno del caporalato debba essere affrontato anche mediante adeguate politiche di ordine pubblico, dal momento che esso ha preso piede anche a causa di una scarsa presenza dello Stato e delle istituzioni sul territorio. L’auspicio è che l’unanimità riscontrata su questo documento spiani la strada anche all’approvazione della mia proposta di legge”.

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