La protesta di GPace dedicata a Ramadù e Pascazio

GPace dedica la protesta “poster viventi” a Roma e la medaglia al merito a Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio, i due militari caduti in Afghanistan

Continua l’impegno del gruppo Giovani per la Pace, il movimento pacifista che nasce nel Salento, una terra che molto spesso ha dovuto piangere i propri figli caduti in guerra. È di questi giorni la notizia dell’uccisione in un’esplosione di Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio, due alpini italiani in missione in Afghanistan, ed è proprio a loro che i ragazzi di GPace hanno voluto dedicare la medaglia al merito per il loro impegno alla pace ricevuta dal Presidente della Repubblica, e la protesta svoltasi mercoledì scorso a Roma. Mercoledì scorso i ragazzi dell’istituto Costa di Lecce si sono esibiti nella gremitissima piazza San Pietro a Roma indossando i panni di “poster viventi” per manifestare in maniera simbolica ma eloquente il proprio dissenso contro l’utilizzo dei bambini soldato, impiegati anche come spie di guerre e kamikaze. Migliaia di turisti hanno assistito alla rappresentazione dei ragazzi di Lecce e molti presenti si sono voluti aggregare al gruppo pacifista. Tra questi c’è stato anche un ospite molto illustre, Carlos Peralta, presidente dell’OMPP-WOFP (Organisation Mondiale Pour la Paix – World Organization For Peace), un’istituzione internazionale con sede a Ginevra, la cui presenza a Roma era in parte motivata proprio per poter incontrare i giovani di GPace.

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