Pit9 studiato a Roma. L’orgoglio di Venuti

L’ex sindaco Remigio Venuti commenta il prestigioso riconoscimento del Ministero nei confronti del progetto di cui Casarano è stato capofila

“La positiva valutazione che il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica del Ministero per lo Sviluppo economico ha espresso sul PIT9, sancendola esperienza di “generale rilevanza sulle condizioni che favoriscono l’efficacia di interventi integrati” e presentandola come “caso di scuola” (durante il Convegno in programma a Roma) alla Commissione Europea e alla comunità amministrativa, economica e sociale, va salutata con orgoglio non solo dal Comune di Casarano, che del PIT9 è stato il capofila, ma dall’intera comunità territoriale del Basso Salento che in questo progetto si è riconosciuta”. Con queste parole piene di orgoglio Remigio Venuti, ex sindaco di Casarano commenta il prestigioso riconoscimento che il Ministero ha voluto riservare al Pit9. “Ciò – continua Venuti – rimette inequivocabilmente al centro una questione che non deve essere elusa: come fare del Pit9 un ponte tra passato e presente, e come fare tesoro della sua attuazione e dei suoi risultati nei nuovi programmi territoriali, ad iniziare dal Piano Strategico dell’Area Vasta Sud Salento. Garantire continuità alle esperienze territoriali più interessanti e innovative, e il PIT9 lo è sicuramente, permettendo alle programmazioni dei fondi strutturali di saldarsi tra loro, ai modelli innovativi di radicarsi, alle risorse investite di produrre risultati durevoli, alle classi dirigenti territoriali di misurarsi concretamente sui temi della qualità e dell’innovazione, non è questione da poco. Ed è tema che ritorna in alcune interessantissime riflessioni del Formez come anche nella narrativa del Programma Operativo regionale 2007-2013, quando si afferma la necessità di sviluppare, nella programmazione in corso, le esperienze significative del settennio precedente, ancorando l’azione dei Progetti integrati a quella della Pianificazione strategica. Naturalmente – puntualizza l’ex sindaco – non è uno strumento in sé che garantisce sulla qualità della sua attuazione, ed è anche per questo che il riconoscimento del DPS assume un significato prezioso, perché giunge a liberare il campo dalle molte polemiche sviluppatesi in questi anni intorno alla realizzazione del progetto, caratterizzato da una gestione rigorosa, ineccepibile, non clientelare, efficiente ed efficace, rispettosa della natura “pubblica” delle risorse, attenta esclusivamente alla qualità dei professionisti chiamati a collaborare e non alla loro appartenenza. Sono consapevole delle diffidenze che, anche verso il sottoscritto e anche nel mio paese, il governo di questo processo ha generato. Che aver scelto, con testarda ostinazione, di difenderlo perché l’attuazione fosse libera da condizionamenti di parte, è stata letta come una chiusura “autoreferenziale”. Non ce ne rendiamo conto, ma parole fin troppo abusate, come ad esempio negoziato, se riportate nel concreto, rischiano di celare, al loro fondo, pratiche della politica poco esaltanti. Un rischio che il PIT9 ha evitato”. Venuti riconosce che Programma come il Pit9 non garantisca risposte immediate, e che l’aver deciso di scommettere sull’innovazione della pubblica amministrazione e territoriale, individuando quegli elementi cardine che potessero divenire da stimolo alle dinamiche di sviluppo non sia azione “visibile” di per sé. “Eppure – aggiunge – a ben guardare, oggi possiamo affermare tranquillamente, senza paura di essere smentiti, che tutte le azioni poste in essere dal PIT9 hanno prodotto una ricaduta positiva, in termini infrastrutturali, in termini di consapevolezza e cultura territoriale nuove, in termini di modelli positivi riconoscibili e riproducibili. Tutto quello che, con una parola, identifica la qualità territoriale, e si pone come decisivo per la costituzione di innovative reti per lo sviluppo”. E guardando al futuro, “voglio sperare – dice – che questa importante esperienza venga ulteriormente valorizzata, e attualizzata, nella pianificazione strategica dell’Area Vasta Sud Salento, dando continuità tangibile ad un lavoro su cui si è misurata un’intera comunità, e che, come la lettura del Ministero Sviluppo Economico ben sottolinea, ha individuato un modello, riuscito, di intervento per lo sviluppo locale”.

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