Università. Sette giorni di protesta

Per una settimana incroceranno le braccia bloccando le lezioni. I ricercatori dell'Ateneo salentino sono pronti ad andare fino in fondo con la protesta. A rischio la sessione d'esame

Si è aperta una settimana di fuoco per l’Università del Salento. La mobilitazione dei ricercatori più volte annunciata nei giorni scorsi si sta ripercuotendo sulla didattica. A partire da ieri sono state sospese tutte le lezioni, almeno da parte dei ricercatori impegnati in Ateneo e la sospensione potrebbe protrarsi anche nella settimana prossima, nel caso in cui dal Governo non dovessero arrivare segnali positivi. Un problema non di poco conto visto che cominciano le sessioni d’esame. “Vorremmo che si dibattesse sul disegno di legge Gelmini – ha dichiarato nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri Giovanni Marsella, portavoce dei ricercatori salentini -; per questo abbiamo sospeso la didattica e ci farebbe piacere che i docenti facessero altrettanto, dimostrando sensibilità alla problematica che riguarda l’intera Università”. Poi Marsella ha ricapitolato i motivi alla base della protesta: “la scomparsa della ricerca dalle funzioni fondanti delle Università, la deriva aziendalistica e dirigistica degli Atenei, la marginalizzazione dei ricercatori attuali, la precarizzazione dei ricercatori futuri, la forte compromissione del diritto allo studio ed il conseguente abbassamento del livello di didattica e ricerca”. La protesta entrerà ancor più nel vivo attorno alle ore 10 di oggi quando avrà luogo l’occupazione simbolica del rettorato. E sullo slogan “Ricerca calpestata”, i 338 ricercatori salentini, i rappresentanti sindacali, e le associazioni degli studenti, calpesteranno un tappeto di 2×9 metri realizzato con le foto dei ricercatori, anche quelli con contratti a tempo determinato. Nel pomeriggio invece, a partire dalle ore 18, si terranno delle lezioni all’aperto con gli studenti e con chi voglia prendervi parte, per discutere del disegno di legge Gelmini. La mobilitazione proseguirà domani a Roma, dove i ricercatori salentini si uniranno a quelli del resto d’Italia per manifestare davanti al Parlamento. Il 20 e 21 maggio la protesta si concluderà a Lecce con dibattiti aperti.

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