Depuratore di Corsano. La petizione raccoglie 1000 firme

La raccolta firme dello scorso 1° maggio contro lo scarico in mare delle acque reflue del depuratore di Corsano ha raccolto 1.000 adesioni

Per fermare lo scarico nel mare del depuratore di Corsano, lo scorso 1° maggio sono scese in piazza con una petizione le associazioni SOS Costa Salento, Coppulatisa, Gaia, Arci Japige, Mir Preko Nada, Tonga Soa. In soli due giorni 1.000 fra cittadini e turisti hanno firmato la petizione, segno di un desiderio molto forte da parte dei cittadini di difendere con i denti la qualità dello stupendo mare del Sud Salento. Corsano è la testa d’ariete che apre un dibattito più ampio, poiché, a meno di un mese dall’avvio della stagione balneare, non potendo riversare le acque reflue in mare, non è ancora chiaro dove debbano andare a finire. Si è pensato di riversarle in alcune campagne ma, a quanto conferma il Comune di Corsano, manca ancora il aosta da parte dei proprietari dei terreni. Ci sono inoltre 50mila euro che la Provincia ha messo a disposizione, ma non possono essere utilizzati perché manca la ratifica della Regione a un “protocollo d’intesa” che permetterà lo sversamento in terra e forse anche l’aumento delle tariffe. Il problema però non riguarda solo il depuratore di Corsano, riguarda anche la gran parte dei 47 depuratori che scaricano in mare in tutto il Salento. La richiesta delle associazioni scese in campo è chiara: che entro la metà di maggio sia posto fine al versamento dei reflui in mare, e che quindi il depuratore finalmente scarichi nelle campagne, come lo scorso anno. La petizione chiede inoltre di avviare immediatamente un tavolo di lavoro per pensare a una soluzione definitiva del problema dei reflui del depuratore di Corsano, un tavolo misto istituzioni-esperti-associazioni per cercare quel mix di sistemi di affinamento che trasformino questo depuratore in una produttore di qualità e di ricchezza.

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