Castro ritrova il suo splendore

La roccia madre di piazza Dante a Castro ritorna al suo splendore. Continueranno oggi le indagini in loco degli edifici crollati il 31 gennaio 2009

Da ieri la roccia madre di piazza Dante di Castro marina, dopo secoli di umano insediamento, è tornata a dominare il prospetto del borgo che si affaccia ai piedi della rocca della dea Minerva. Lo scenario, scaturito dai lavori di recupero e messa in sicurezza dell’area crollata, avviati quindici giorni fa per permettere alla Procura di Lecce di completare le indagini, è ormai consolidato agli occhi degli osservatori: cemento e conci non ci sono più, così come smantellati sono stati ormai i resti delle venti abitazioni e vari esercizi commerciali travolti dal cedimento verificatosi nel pomeriggio di quasi un anno e mezzo fa, il 31 gennaio 2009. Accanto rimane solo il recinto che delimita la zona del crollo mentre al di sopra restano alcuni appartamenti sostenuti da una fitta rete di puntelli. Alle 8 del mattino di ieri il capannello di curiosi provenienti dalla città e dai paesi limitrofi si era già formato e sembrava molto più folto rispetto agli altri giorni, forse perché i lavori avrebbero dovuto interessare l’ultimo pezzo del costone colato a picco. Periti di parte e della Procura, operatori della ditta “Edilco”, aggiudicataria della gara d’appalto promossa dal “Consorzio di Recupero Castro Marina”, tutti ad aspettare l’arrivo del pubblico ministero Giuseppe Capoccia, incaricato di seguire le indagini in sostituzione del magistrato Maria Consolata Moschettini. All’arrivo di Capoccia, accompagnato da autorità, tecnici (tra cui l’ingegnere Enzo Poli, direttore dei lavori), dai Carabinieri della stazione di Spongano e da una squadra di Vigili del Fuoco, la ruspa si mette in moto. Tra i presenti anche il sindaco Luigi Carrozzo. Dalle macerie comincia ad emergere materiale ferroso e legnoso, sostegni vari, utensili da intonacatore, e poi verso le 4 del pomeriggio ecco fuoriuscire due martelli pneumatici e un’impastatrice di malta. Capoccia ordina il sequestro e osserva, mentre i tecnici incaricati annotano e filmano ogni particolare. Alle 18 il cantiere viene chiuso e il lavoro continuerà nella giornata odierna. In serata fioccano i commenti: “Saprà oggi l’uomo non offendere ancora la natura, – si chiede Oreste Caroppo di “Rinascita del Salento” – e ridare a Castro e a tutti i salentini il bel volto di un tempo, oggi sfregiato, della Marina? Se fra qualche anno, giunti a Castro, potremo tornare a sospirare guardando il mare felici di essere attorniati da architetture per a dissonanti con l’anima antica del borgo marinaro, vorrà dire che la saggezza e l’amore avranno ispirato la matita dell’architetto e prima ancora le delibere degli amministratori”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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