Ambientalisti contro “Heliantos 2”

Si è tenuta sabato scorso a Casarano la manifestazione contro la realizzazione di una centrale a biomasse. “Si continua a mistificare la realtà” commenta Ivan De Masi

Si è svolto l’altro ieri, nella zona industriale di Casarano, il sit-in organizzato dal comitato “No alla Centrale” contro il progetto di realizzazione di una centrale a biomasse proposto da “Italgest Energia”. Alla manifestazione hanno partecipato le associazioni ambientaliste di Casarano e di altri comuni (tra cui Legambiente), le sezioni cittadine di “Sinistra, ecologia e libertà” e “Italia de Valori“, gli amministratori dei comuni di Presicce, Ruffano e Supersano e Gianni Stefano (Pdl), assessore provinciale alle Politiche energetiche. Giuseppe Serravezza, presidente provinciale della Lega Tumori, ha ribadito la sua contrarietà alla realizzazione della centrale “Heliantos 2”. Intanto, all’appello firmato da 23 tra medici di medicina generale e pediatri della città, con cui hanno affermato che esiste una diretta relazione tra gli impianti a biomasse e i tumori, risponde il comitato “Io vado a biomasse” ricordando un altro appello, con considerazioni contrarie, firmato da 35 medici. “In relazione alla lettera sottoscritta dai medici di medicina generale e pediatria di Casarano – si legge nella nota – sul ventilato rischio oncologico legato alla realizzazione della centrale Helianthos 2, il Comitato “Io vado a biomasse” ricorda, invece, la sottoscrizione dello scorso anno di quei medici che si sono già espressi a favore delle biomasse nel Salento in linea con quanto dichiarato dal Prof. Massimo Federico (Ordinario di Oncologia Medica dell’Università degli Studi di Modena e direttore del Registro Tumori della Provincia di Modena)”. Sull’appello dei 23 contro la centrale, c’è da registrare il commento di Ivan De Masi, sindaco di Casarano. “E’ molto strano quello che succede – commenta il sindaco– da primo cittadino di questa città mi sono preoccupato quando ho letto questo appello. Ho chiamato, sulla base di una conoscenza personale, qualcuno dei firmatari per capire se avevano effettivamente sottoscritto il contenuto della lettera. Con mia grande sorpresa – ha rivelato De Masi – tutti quelli che ho chiamato mi hanno detto che non l’avevano materialmente firmata oppure che erano stati contattati solo per telefono. Si continua a mistificare la realtà”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!