Violentata per due anni dal capo

Il suo datore di lavoro l'avrebbe costretta a subire violenza sessuale pur di non perdere il posto. Indaga la magistratura

Se dovesse essere confermata sarebbe una storia davvero amara. Una storia che racconta di una donna di 37 anni costretta per ben due anni a subire violenze sessuali da parte del datore di lavoro pur non perdere lo stipendio che le permetteva di mantenere il figlio piccolo ed il marito rimasto disoccupato. Sarebbe accaduto in un Comune nei pressi di Tricase. La denuncia è stata depositata solo ieri in Procura dal legale della donna, Stefano Luna. E sarà compito della magistratura indagare per verificare che quanto riferito corrisponda a verità. La donna, assunta come segretaria presso un’impresa edile di cui è titolare un uomo di 60 anni, ha parlato di circa dieci episodi in tutto. Violenze che si sarebbero consumate ogniqualvolta se ne fosse presentata l’occasione; quando, ad esempio, gli altri colleghi erano in pausa pranzo o quando, con una scusa, la convocava nel suo ufficio. Lei, dietro la minaccia del licenziamento, avrebbe sempre tenuto la bocca chiusa senza far parola di ciò che accadeva in quell’ufficio. Ma poi anche il marito avrebbe notato cambiamenti d’umore, tristezza, tendenza all’isolamento. Il consiglio di alcuni medici specialisti avrebbe fatto il resto dandole la giusta forza per denunciare gli abusi. In tutta risposta avrebbe ottenuto proprio il licenziamento che temeva. Questa è solo la versione di lei. La vicenda è attualmente al vaglio degli inquirenti.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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