Il Consiglio di Stato: niente donne in Lupiae

Lecce. Le quote rosa nella società partecipata sono a totale discrezione dell’amministrazione comunale. Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar

“L’amministrazione comunale ha piena autonomia di scegliere i soggetti da designare nelle società controllate dall’ente, prescelti sulla base di criteri di professionalità”. Cioè: la Lupiae servizi può scegliere in totale libertà i propri manager. E’ quanto sancito ieri dal Consiglio di Stato, con ordinanza numero 2125, che accoglie l’istanza di sospensione cautelare della sentenza del Tar di Lecce che ordinava al sindaco Paolo Perrone di nominare rappresentanti femminili all’interno degli organi della società partecipata(almeno una donna nel Consiglio di Amministrazione ed una nel Collegio sindacale). Il Tar si era espresso in maniera opposta, accogliendo invece il ricorso dei consiglieri comunali di centrosinistra Rita Quarta, Angelamaria Spagnolo, Paola Povero, Antonio Rotundo, Antonio Torricelli, Paolo Foresio, Carlo Benincasa e Gianni Colucci. Le donne, dunque, possono aspettare. La loro presenza non può essere un’imposizione all’alto ma sta alla totale libera scelta dei vertici.

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