275 al centro di corsi e ricorsi

Tutti d’accordo sulla necessità di un tavolo tecnico regionale, tra un appello della Provincia al Consiglio di Stato e un controricorso di Regione e ambientalisti

Nella selva di comunicati e prese di posizione intorno al progetto di allargamento della strada 275 Maglie-Leuca, l’unico punto di contatto tra il fronte che chiede la “riprogettazione virtuosa” del tracciato che da Maglie porta a Finibus Terrae, secondo la filosofia di “strada parco” e coloro che spingono verso la suddivisione in lotti del progetto e l’avvio dei lavori, è costituito dal fatto che quasi tutti sembrano essere d’accordo sull’essenzialità di aprire un tavolo tecnico con la Regione Puglia e discutere sul da farsi; Intanto dalle ultime novità sul fronte dei ricorsi amministrativi, in piedi permane sia l’appello al Consiglio di Stato presentato dalla Provincia di Lecce con l’avvocato Pietro Quinto, sia il controricorso della Regione e delle associazioni ambientaliste firmato dall’ex presidente di Palazzo dei Celestini Giovanni Pellegrino, nelle vesti di legale. I vari contendenti di volta in volta parlano di “opera necessaria”, di “accorgimenti indispensabili”, si dicono disposti a “rivedere i punti critici” ma poi da un lato tengono aperte le porte del (lungo) contenzioso legale e dall’altro allo stesso tempo lanciano appelli al dialogo. In tutto questo spicca la presa di posizione dell’Ance Lecce con il presidente Nicola Delle Donne il quale si è detto “preoccupato per la giungla di ricorsi e per la futura bagarre giudiziaria nell’aggiudicazione dei lavori” e dell’Anas che, secondo quanto riferito dal presidente Antonio Gabellone, sarebbe “disponibile a trovare una soluzione per il tratto finale della Maglie-Leuca”. In maniera differente la pensano Antonio Lia presidente del “Gal Santa Maria di Leuca” e Vito Lisi responsabile del “Comitato 275” entrambi convinti della necessità di modificare il tracciato che collega Montesano a Leuca: “Finiamola con questa commedia all’italiana. Siamo partiti con una petizione on-line sul sito ‘sos275.it’ chiedendo di dialogare con la Regione e le altre istituzioni, ora però ci prepariamo a girare nei prossimi giorni tutte le piazze dei Comuni da Tricase in giù per illustrare l’invasivo progetto che si vorrebbe cantierizzare. E se sarà necessario ci stenderemo pure a terra per bloccare ruspe e motopale di questo possente ‘mostro’ d’asfalto e cemento che violenterà e cancellerà per sempre le bellezze naturalistico-paesaggistiche del Sud Salento. Che cosa si cela – ci chiediamo – dietro al progetto di una strada industriale in un territorio di valenza turistica?. Forse il trasporto di mille torri eoliche d'acciaio in un territorio vergine, porti commerciali, centrali nucleari, industrie ed industrie”? “Ma la questione fondamentale – per Oreste Caroppo di La Rinascita del Salento – è la filosofia che deve ispirare l'intera opera da Maglie a Leuca senza cesure inutili tra tratto nord e sud della SS275; la filosofia di una strada ad alta percorrenza vettore di industrializzazione del territorio e pericolosa o quella di una strada parco sicura, che noi invece caldeggiamo, e dalla quale tutto consegue in termini di rispetto e valorizzazione del territorio, da qui la necessità del tavolo tecnico per la concertazione della riprogettazione dell'importante arteria”. Intanto taglia corto sull'argomento Salvatore Capone, segretario provinciale del Pd: “Esiste la necessità condivisa da tutti di ammodernare e mettere in sicurezza un arteria fondamentale, la Maglie-Leuca. Dei 40 km di lunghezza totale della strada, ben 33 vedono, sostiene, una larghissima convergenza sulla possibilità di ampliamento, con l’impegno di garantire il massimo rispetto del paesaggio, degli insediamenti rurali e dei siti archeologici presenti sul tracciato, testimonianze inestimabili della nostra storia, delle nostre radici, del lavoro dei nostri padri e simboli stessi del Salento. Restano gli ultimi 7 km, quelli dall’intersezione con la provinciale 210 fino al promontorio di Finibusterrae, quelli che bloccano l’intera opera. L’unica conclusione logica possibile sarebbe quella di riunire il collegio tecnico previsto dal Codice degli Appalti ed avviare immediatamente i lavori sui 33 km che uniscono, e rimandare all’individuazione di una soluzione condivisa la realizzazione degli ultimi 7, così come sentenziato anche dal Tar di Lecce”. Resta ancora da capire quando e dove verrà aperto questo “tavolo tecnico”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!