Eav Casarano: “Meglio il sole delle biomasse”

Sempre più aspre le polemiche sulla realizzazione di un impianto a biomasse a Casarano. La lettera aperta dell’associazione Energia, ambiente e vita

Si inasprisce la polemica sul progetto della centrale a biomasse, soprattutto dopo lo stralcio dell’accordo tra “Italgest Energia”, “Blu Silicon Sardegna” e “Rcf Group” che prevedeva un investimento nell’area industriale di Casarano. Il Coordinamento intercomunale “No alla Centrale”, organizzato dall’associazione “Energia, ambiente e vita”, ha scritto una lettera aperta alla società “Rcf Group” di Reggio Emilia “per un atto di chiarezza” sulla vicenda. “Ci teniamo a far presente – si legge nella missiva – che la nostra azione di protesta è esclusivamente rivolta a contrastare, in quanto insostenibile e dannosa all’ambiente ed alla salute dei cittadini, ogni realizzazione di inceneritori o di centrali a biomassa, che dir si voglia e giammai ad attività diverse, come ad esempio la produzione di pannelli fotovoltaici. Sebbene non conosciamo i termini esatti dell’accordo – continua la lettera – dalla turpe e strumentale nota stampa fatta diffondere dalla Italgest Energia traspare la necessità (quasi a mo’ di intimidazione) di dover far passare l’eventuale insediamento per la produzione di pannelli fotovoltaici (che se realizzato, da solo, comporterebbe la vera ricaduta occupazionale) attraverso la realizzazione dell’inceneritore a biomasse, di modo che se non si fa l’uno non si assumono disoccupati per l’altra. E’ una vergognosa strumentalizzazione del bisogno dei lavoratori disoccupati. Pertanto – conclude l’associazione Eav – respingiamo energicamente il subdolo tentativo di far ricadere su altri le responsabilità del mancato accordo, frutto, invece, di maldestre politiche industriali”. Sulla rinuncia al progetto interviene anche l’Udc. Il commissario cittadino, Alberto Chiriacò, ritiene che la causa siano stati “i giochi della politica spicciola e della ricerca dello scontro a fini pubblicitari di stampo berlusconiano”. Chiriacò attacca in particolare Claudio Casciaro (Cdc) che “tradisce le sue origini democristiane, sposando un ecologismo furbetto e strumentale. E questo non fa onore alla sua storia e alla sua tradizione politica”.

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