Ad personam. Una democrazia privatizzata

GUARDA IL VIDEO Marco Travaglio a Copertino per la presentazione del suo ultimo libro. Anna Cordella, componente del direttivo del circolo Arci ha dialogato ieri pomeriggio con l’autore in piazza del Popolo

Una ricostruzione degli ultimi sedici anni di vita politica, dal 1994 al 2010, ad opera di Marco Travaglio, bizzarro giornalista apripista della trasmissione Annozero, nel suo ultimo libro edito da Chiarelettere, intitolato Ad personam. Un bilancio non certo roseo. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, così recita l’articolo 3 della nostra Costituzione, questo quello che dovrebbe essere il principio basilare del nostro statuto democratico. Principio completamente trascurato dai nostri politici, che, invece, arricchiscono i codici giuridici di pseudo leggi Ad personam e Ad castam: leggi sul falso in bilancio, le intercettazioni, condoni fiscali ed edilizi, i lodi Schifani e Alfano, gli illegittimi impedimenti e, nuovo arrivato, il processo breve per salvare dagli scandali Mills, Cirio, Parmalat, Fiorani, Unipol, Calciopoli. ” Ma la gente normale, non i santi, mi riferisco ai cittadini, ha forse bisogno di queste leggi?”- chiede retoricamente Travaglio alla folla copertinese di piazza del Popolo. Lungo e dettagliato il suo intervento, e poche le battute scambiate con Anna Cordella, componente del direttivo del circolo Arci I Sotterranei e del direttivo provinciale di ARCI, Travaglio, infatti, allieta il suo pubblico ed è esaustivo senza ricevere grosse richieste di dettagli. Al circolo Arci copertinese e a Lupo Editore il merito di aver dato vita a quest’evento, sfruttando l’occasione dello spettacolo “Promemoria. Quindici anni di storia d’Italia ai confini della realtà” che il giornalista ha tenuto dopo, in serata, al teatro Italia di Gallipoli. Più che di un libro da leggere, ottimo per combattere la dimenticanza e la disinformazione, quello che occorrerebbe prendere da Travaglio è la sua capacità analitica, lo spirito critico, d’osservazione, il suo metodo giornalistico fondato, come disse il suo maestro Indro Montanelli, sull’archivio, la memoria storica. Proprio quest’ultima, infatti, è l’unica arma legale che ci resta, per combattere le strategie politiche, di chi è interessato a conservare solo lo status quo.

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