L’8 marzo spiegato ad una bambina

L’articolo 3 e 51 della Costituzione ancora inattuati in Italia. Tanti i motivi perché ogni giorno sia la giornata delle donne

Provate a spiegare ad una bambina perché l’8 marzo è importante e perché ogni giorno deve essere l’8 marzo. I bambini vanno dritti al punto e cassano la retorica. A loro non interessa. Se decidono di voler capire, lo fanno davvero, e con domande dirette ti costringono a cercare risposte nette. Io ci ho provato, e una bambina non ci può credere che, quello che le dico, possa accadere ancora oggi. Abbiamo preso l’articolo 3 e 51 della Costituzione italiana e abbiamo elencato alcuni motivi del perché, in Italia, non sono attuati: 1. Le donne a parità di lavoro guadagnano meno degli uomini (“Davvero”?! “Si”. “E perché”? “Non so spiegarti perché, ma oggi una manager è come una tabacchina tanti anni fa: faceva lo stesso lavoro degli uomini ma a meno di metà prezzo”. “Ma non è giusto”! “Lo so”.); 2. In questo momento in Parlamento la maggioranza dei parlamentari non vuole che la nuova legge imponga che le liste siano composte per metà da uomini e per metà da donne. Addirittura la Regione Puglia ha già bocciato una legge simile, la legge 50/50 (“Davvero”?! “Si”. “E perché non ci vogliono”? “Forse perché siamo più brave e ci temono”); 3. La maggior parte delle donne quando nasce il secondo figlio lascia il lavoro (“E che senso ha”? “Sono costrette, perché gli uomini guadagnano di più, non ci sono asili pubblici e gratuiti e quindi si fanno due conti e fanno un passo indietro”); 4. Le donne sono più brave degli uomini, si laureano con voti migliori ma tutti i posti di potere sono in mano agli uomini, i grandi manager e politici sono tutti uomini (“Non è giusto! Se una è più brava deve andare più avanti, deve fare più carriera”); 5. Se un’azienda deve assumere un dipendente spesso tra un uomo e una donna preferisce l’uomo perché l’imprenditore pensa che la donna prima o poi andrà in maternità e questo è considerato un peso. Spesso fanno firmare una lettera di dimissioni già prima di assumere una donna (“Ma questo non si può”! “Lo so, ma lo fanno”. “E poi i bambini li possono fare solo le donne, quindi perché pensano che sia un peso? Dovrebbero ringraziarle invece”!). Abbiamo anche fatto un esercizio, lungo giorni: abbiamo analizzato le pubblicità in tv e la bambina ha notato che le donne sono sempre quelle che puliscono la casa, spesso male. Poi ad un certo punto arriva un uomo che risolve tutto, insegna loro a pulire e suggerisce il detersivo giusto. “In tv pensano che neanche le sguattere sappiamo fare”. “Si chiamano stereotipi”. “Che significa”? “Significa che le donne vengono sempre rappresentate in un certo modo: pensano sempre ai vestiti, puliscono, si disperano per i peli e i capelli crespi, cambiano i pannolini ai bambini, hanno mal di pancia e gambe pesanti”. “Penso che l’8 marzo servirà ancora per molto”. Tutte le inchieste del Tacco sulle donne: Donne di potere (Tacco n.34, marzo 2007) Superdonne (Tacco n.45, marzo 2008) Violentate (Tacco n.55, marzo 2009) Metà del cielo non basta (Tacco n.68, marzo 2010) Impresa da donne (Tacco n.80, marzo 2011) Leggete anche: 8 marzo 2012: ‘Mai più senza 50 e 50'. Oggi la presentazione a Lecce Festa della donna. Le riflessioni della politica Doppia preferenza. Molendini: ‘Alle donne la pratica delle differenza' 24/25 novembre 2012: Francesco: ‘Aiutatemi a trovare Lucia' Lucia, una vita di violenze 'Strana' per le sue felpe col cappuccio Marilù Mastrogiovanni: ‘Denunciate le violenze' Donne al ‘Centro'. Senza fondi dal Comune Donne e abusi. La legge non basta Il giudice Tanisi: ‘Donne, cogliete i segnali di stalking' Ines Rielli: 'Mai più vittime' Violenza di genere. Molendini: ‘Più attivi al fianco delle donne' ‘L'ho denunciato. E non ho più paura' Femminicidio. Le azioni della Puglia per contrastarlo 8 marzo 2013: Italia, 40mila donne infibulate Donne: 59 giorni a salario zero La consigliera: ‘Parole forti contro la violenza di genere' Pari opportunità. Il Piano delle azioni positive

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