275, sentenza del Tar. Le associazioni si dividono

Tra le associazioni ed i comitati di cittadini c’è chi plaude e chi storce il naso alla sentenza del Tar. Ecco chi è pro e chi è contro le quattro corsie fino a Leuca

Le reazioni dei Comitati e delle associazioni non mancano. Il fronte degli ambientalisti esulta dopo la sentenza, chiede “al mondo della politica di interrogarsi” e invita “ad una seria riflessione quanti anziché unire si sono resi strumenti della divisione, anteponendo il denaro al bene di tutti i salentini”. “Pur non escludendo che sul caso 275 siano rivolti gli appetiti dei poteri forti, tanto di destra quanto di sinistra, che strumentalizzano ora i moti ondosi dell’opinione pubblica ora il dolore dei familiari delle vittime delle strade, ora i buoni propositi degli ambientalisti – scrivono dalle associazioni contrarie al progetto così come presentato dall’Anas – non possiamo che essere felici per la saggia decisione del Tar Lecce, pur con le dovute prudenze era ben plausibile che il Tar accogliesse le istanze di quanti per amore del territorio e degli interessi veri delle sue genti hanno chiesto di fermare il conto alla rovescia della inutile selvaggia e speculativa devastazione di tutto il Sud Salento, del Parco dei Paduli e del Capo di Leuca. Resta però – continuano – il forte rammarico per aver visto il nostro presidente della Provincia Gabellone, figura istituzionale super partes, farsi strumento di chi cerca di dividere anziché unire su una questione così importante per il futuro del nostro Salento. Verrebbe quasi di chiederne le dimissioni, ma noi non lo facciamo perché non vogliamo dividere ma unire. Per questo, invitando ora tutti ad una seria riflessione su quanto avvenuto, invitiamo lo stesso Gabellone ad essere presidente di tutti noi salentini. Il Comitato sarebbe lieto di poter ora contare sul suo diretto appoggio per la riprogettazione di una strada, che deve preporre gli interessi della gente, il bene paesaggio e il tema della sicurezza sulle mire di imprenditori vicini ora alla destra e alla sinistra”. Dall’associazione “Comitato 275”, con sede a Tricase, Luigi Russo fa sapere che la sentenza del Tar riporta “razionalità e serenità perché recepisce le giuste critiche ad un progetto di strada sovradimensionata. Aspettiamo dunque i passi successivi e un incontro tecnico politico tra l’Anas e la Regione Puglia”. Resta da capire ora, secondo Russo, un aspetto: “abbiamo letto sui giornali l’altro giorno che il governo ha tagliato i fondi Fas a metà (da 13 miliardi di euro a 6 miliardi) e con essi i finanziamenti ad alcune opere infrastrutturali del progetto Obiettivo, ci chiediamo allora: questi soldi del Cipe per la 275 esistono ancora? Secondo la mia opinione per sistemare la strada basterebbero ‘solo’ i 165 milioni stanziati dalla Regione. Quattro corsie fino a Montesano e strada-parco con messa in sicurezza fino a Leuca”. A difendere invece l’intero progetto del Cipe-Anas sono diverse associazioni del Capo di Leuca tra le quali il “Comitato 4 Corsie Per Lo Sviluppo E La Vita, Pro Loco Leuca, Fidas Leccese, Comitato Pro 275-Castrignano Del Capo, Associazione Poli-Sportiva Corsanese, Gruppo Calcistico Capo Di Leuca-Castrignano Del Capo, Associazione “Familiari Vittime Della Strada”, Sistema Locale Operatori Turistici Del Capo Di Leuca, Il Leuca-Periodico di Castrignano Del Capo, La Voce Di Corsano, Associazione degli Emigranti-Corsano”, che in un comunicato scrivono: “Gli ultimi 6 chilometri delle ‘4 corsie’ sono necessari per risolvere in maniera definitiva il problema dell'attraversamento urbano di Gagliano del Capo, ma non solo. Lungo i sei chilometri della strada Corsano-Gagliano-Leuca, su cui gli ambientalisti vorrebbero – all’altezza di Macurano – riversare tutto il traffico proveniente dalla ‘4 corsie’, si affacciano direttamente: un ospedale con pronto soccorso; il distretto socio-sanitario del Capo di Leuca; un cimitero; l'istituto di Riabilitazione dei Padri Trinitari, il convento dei Padri Trinitari; centinaia di piccole e medie attività commerciali; impianti sportivi; due zone artigianali (Corsano e Gagliano); quattro stazioni di carburanti; la stazione terminale degli autobus Stp; centinaia di abitazioni; due ristoranti; una sala ricevimenti; un camping village; incroci semaforizzati, centinaia di accessi poderali. Le attività pubbliche e private summenzionate vengono fruite da un bacino di utenza di oltre 45mila abitanti (Gagliano, Alessano, Corsano, Castrignano, Patù, Morciano, Salve, Presicce, Acquarica). Di che cosa stiamo parlando? Non si può insistere con questa storia della strada-parco, quando la vita nei centri urbani è un inferno. Non parliamo – spiega il portavoce Francesco De Nuccio – dell’ingorgo che si crea tra Gagliano del Capo e Castrignano in concomitanza con le feste patronali e le fiere, dunque ben vengano tutti gli accorgimenti necessari a mitigare l'impatto ambientale ma il raddoppio in variante ai centri abitati va fatto per intero. Tutelare l’ambiente – continuano – in un territorio densamente antropizzato, non significa solo salvaguardare qualche albero, ma anche curarsi della sicurezza degli utenti della strada e della salute dei cittadini che risiedono in Comuni come Montesano, Lucugnano, Alessano, Tiggiano, Corsano, Montesardo e Gagliano. Paesi, questi ultimi, letteralmente strozzati e avvelenati dal traffico con un altissimo numero di tumori alle vie respiratorie. Il progetto dell’Anas serve proprio a by-passare tutti i centri abitati. E la variante a ‘4 corsie’ occorre soprattutto nel tratto terminale, per la sicurezza, per la salute dei cittadini e per lo sviluppo del polo turistico di Santa Maria di Leuca”.

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