Processo Sabatelli, la Procura chiede un anno di reclusione

L'ex Gip è accusato di aver violato il segreto istruttorio

Nuova udienza, dinanzi ai giudici della prima sezione del Tribunale di Lecce, del processo che vede imputato, tra gli altri, l’ex gip Piero Sabatelli, oggi giudice di Corte d’Appello a Bari. Il pubblico ministero Elsa Valeria Mignone, che ha sostituito il collega marco d’Agostino trasferito a Trani, ha chiesto una condanna ad un anno di reclusione per Sabatelli. Pene leggermente più severe per altri quattro imputati, i fratelli Dario e Piero Maniglia; Tommaso Vigneri, cugino dell’ex gip, e l’ex dirigente dell’Asl Taranto 1, l’avvocato Luigi Nilo: per tutti la pena richiesta è di un anno e mezzo. Chiesta l’assoluzione, invece, per le due cancelliere del Registro generale dell’ufficio gip: Elisa Papanice e Serafina Carbonara. Nel maggio del 2006, in fase di udienza preliminare, erano state prosciolte anche le due collaboratrici di Sabatelli, Giovanna Colella e Grazia Bonerba. Quella di Lecce rappresenta uno stralcio dell’inchiesta condotta nel lontano febbraio del 2004 dal procuratore aggiunto della Repubblica di Bari, Marco Dinapoli, e dai sostituti Lorenzo Nicastro, Renato Nitti e Roberto Rossi. Nel corso delle indagini sulla Cascina, emerse che alcune informazioni, coperte dal segreto istruttorio, erano non solo trapelate dagli uffici di via Nazariantz ma finite all’orecchio dei diretti interessati. Per gli imputati l’accusa è di concorso in rivelazione del segreto d´ufficio e accesso abusivo al sistema informatico. Una tesi sostenuta attraverso l’ausilio di intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti (anche nei confronti dell’ex gip) e una consulenza che avrebbe accertato gli accessi non autorizzati ai fascicoli del Registro generale. L’udienza è stata aggiornata al 21 aprile, in tale data toccherà agli avvocati della difesa replicare, poi i giudici si riuniranno in camera di consiglio per emettere la sentenza.

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