Omicidio Basile: spunta un collaboratore di giustizia

E’ fissato per il prossimo 12 maggio, dinanzi al giudice del Tribunale per i minorenni, il giudizio immediato per Vittorio Luigi Colitti, uno dei presunti autori, con il nonno Vittorio, dell’omicidio di Peppino Basile, il consigliere dell’Italia dei Valori assassinato ad Ugento la notte tra il 14 e il 15 giugno del 2008. Nuovi scenari emergono, però, dalla corposa documentazione riguardante il caso e parte integrante dell’inchiesta. Decine, infatti, le testimonianze raccolte e le audizioni nei lunghi mesi di indagine, di persone informate sui fatti. Tra queste spiccano due verbali, datati 27 ottobre e 17 dicembre 2008, con le dichiarazioni di un presunto collaboratore di giustizia: Giovanni Vaccaro, rinchiuso nel carcere di Lecce. L’uomo, vicino per sua stessa ammissione all’ex boss Salvatore Padovano (assassinato a Gallipoli nel settembre del 2008), racconta agli inquirenti di essere stato testimone di alcuni diverbi intercorsi tra Basile e un commercialista di Lecce. In particolare, circa un mese prima dell’omicidio, Basile avrebbe fatto visita all’uomo, urlando di aver scoperto i suoi traffici, relativi ai permessi di costruire nel comune di Ugento, e di essere pronto a denunciare la cosa. Sarebbe stato lo stesso Vaccaro a suggerire la soluzione al commercialista, offrendosi di metterlo in contatto con un certo Pio Giorgio Bove (uno dei nomi emersi nelle carte sull’omicidio Padovano come a conoscenza del fatto brutto di Ugento). “Nell’ambito criminale – si legge nel verbale – la mia posizione mi consente di dare ordini a Bove”. Il giorno prima dell’omicidio Bove si sarebbe recato, in compagnia di altre due persone, a casa di Vaccaro, spiegandogli che nei giorni seguenti avrebbe fatto quel piacere all’amico comune, ovverosia dare una lezione a Basile. La notizia dell’omicidio avrebbe però stravolto la situazione, tanto da costringerlo a chiedere conto dell’accaduto. Bove, racconta Vaccaro, “mi tranquillizzò dicendo che non erano state lasciate tracce poiché il coltello l’avevano fatto sparire mentre i due albanesi si trovavano in mare. Con ciò alludendo al fatto che gli stessi erano stati tolti di mezzo durante la traversata per l’Albania”. Dichiarazioni però non ritenute attendibili dagli inquirenti, che non hanno dato seguito a quanto dichiarato dall’uomo. Ci sono poi vari passaggi che rimangono oscuri, in particolare alcuni verbali di assunzione di informazioni, redatti tra gennaio e febbraio di quest’anno, pieni di omissis. Difficile stabilire a chi o a quali fatti tali omissioni facciano riferimento. Fondamentale appare invece la testimonianza della bimba di sei anni unica testimone oculare dell’omicidio: “Mi ricordo che è successo un fatto brutto l’anno scorso quando dormivo a casa della nonna Maria… Ho visto in tutto tre persone: uno che prendeva le botte, uno che lo teneva fermo e l’altro che gli dava le botte con un coltello.. La nonna mi ha detto di non dire niente”. Una testimonianza controversa su cui la difesa si appresta a dare battaglia, anche attraverso l’ausilio di numerosi testi. C’è grande attesa anche per conoscere la perizia redatta dal consulente della difesa, l’ex numero uno dei Ris, il colonnello Garofano. Una consulenza che, a detta dei legali dei Colitti, avrebbe rilevato numerose incongruenze ed omissioni nella ricostruzione dell’accusa.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!