Torna la satira blasfema di Daniele Luttazzi

Appuntamento alle 21 nel teatro comunale “Domenico Modugno” di Aradeo con “Va dove ti porta il clito”

Tutto esaurito per lo spettacolo di Daniele Luttazzi in scena questa sera, alle 21, nel teatro comunale di Aradeo. Il comico romagnolo torna nel Salento con la riproposizione di «Va’ dove ti porta il clito», Il titolo richiama il bestseller di Susanna Tamaro, compendio sull’amore e sui valori morali che Luttazzi seziona con la sua solita ironia, arricchendo il monologo con sarcasmo e pornografia. Agli antipodi del sentimentalismo a tutti i costi della Tamaro, l’attore dissacra il buonismo dilagante degli ultimi anni e svela con un’ impareggiabile verve linguistica l’ipocrisia del mondo contemporaneo. Lo spettacolo, per dirla con le sue parole, è una parodia «pornografica e blasfema di un bestseller per zitelle», già oggetto di una querelle giudiziaria: quando nel 1994 uscì «Va’ dove ti porta il cuore» e Luttazzi ne scrisse la parodia, l’autrice del romanzo lo citò in giudizio per plagio. Il giudice assolse però il comico, argomentando che siccome trattasi di parodia, era ovvio che i due testi si somigliassero. La Tamaro ricorse in appello: non le andò bene neanche quello. Luttazzi, invece, decise di farne spettacolo teatrale, che a 15 anni di distanza non ha ancora perso il suo appeal dissacratorio e pieno di «boutade». Il caustico attore romagnolo ancora una volta è pronto a dispensare la sua satira feroce e divertente in un’ ora e quaranta minuti di spettacolo, durante il quale non risparmia niente e nessuno, togliendosi non pochi sassolini dalle scarpe. Politica, religione e sesso, soprattutto, imperversano. «Quasi quindici anni fa – ha dichiarato Luttazzi – prendevo di petto l’insieme arrugginito dei valori sbandierati dal testo della Tamaro, mentre ora quegli stessi valori sono diventati programmi di governo. Oggi più di allora ritengo che questo sia uno spettacolo necessario». Con quel monologo clamoroso, rivisto e aggiornato, il comico ritorna quindi sulle scene a dissacrare i «tromboni» e le loro verità precostituite con l’intarsio ritmico di associazioni verbali e iconiche che gli valsero il plauso della critica, il successo di pubblico e il Premio di satira politica «Forte dei Marmi» nel 1996. Lo spettacolo è diviso in due grandi blocchi, uno propedeutico all’altro. Per capire la «parodia pornografica e blasfema» di «Va’ dove ti porta il clito» bisogna prima fare un corso accelerato di Crampo – Corso Rapido di Apprendimento Minimo per Ottenebrati. Scuola di cui Luttazzi presenta gli strampalati professori e riassume le materie con esempi sintetici: «Quando lasciate un uomo, ditegli che è perché ce l’ha troppo grosso, per lui questo è accettabile», recita il corso di educazione civica. Risate e battute blasfeme sono garantite per i tanti che accorreranno ad applaudire stasera il comico romagnolo. Cosa che stupisce se si pensa che Luttazzi è stato allontanato dalla televisione (e quindi dal grande pubblico) ormai da quattro anni.

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