Presunti affiliati clan Cerfeda: una condanna e due assoluzioni

I giudici hanno condannato Angelo Campanile a 5 anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso

I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce (presidente Pietro Baffa, a latere Michele Toriello e Giuseppe Biondi), hanno condannato Angelo Campanile, 36enne leccese, a cinque anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso. Assolti perché il fatto non sussiste, invece, nell’ambito dello stesso processo, Oronzo Falbo e Gianfranco Levante. Per Campanile il pubblico ministero Guglielmo Cataldi aveva chiesto una pena di quattro anni di reclusione, così come per Falbo e Levante, per cui la corte non ha ritenuto che esistessero elementi sufficienti a provare la loro colpevolezza. Ad accusare i tre, come presunti affiliati della Sacra Corona Unita e fiancheggiatori del clan Cerfeda, erano state le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Secondo le testimonianze raccolte i tre sarebbero stati utilizzati nella varie attività del clan, dalla droga alle estorsioni. Dichiarazioni però piene di contraddizioni e lacune che non hanno convinto i giudici della seconda sezione. A portare alla condanna di Campanile sono state altre prove e altri riscontri. Da qui la pena, ancor più severa della richiesta dell’accusa.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!